
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, May 06, 2009 - ore 09:39
Ordinismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non mi piace vedere le cose socchiuse. Porte, finestre, sportelli, finestrini, oblò. Ma anche pacchi di pasta con un angolino aperto, no, non tollero il socchiuso. Fa disordine. E devo avere sempre addosso un richiamo di colore, nel senso che se ho una sciarpa arancione e una maglia viola, come ieri, state certi che avevo i calzini a righe viola e arancioni, anche se non si vedeva. E fra i rombi delle mutande (kitsch, ovvio) c’erano anche i colori viola e arancione. È una questione di ordine. Come non metto mai accessori in antitesi o in opposizione, ed è sempre questione di ordine. E non mangio mai tre tipi di biscotti nello stesso arco temporale. Se uno dei pacchi di biscotti è un misto, tipo le Minivoglie non fa testo, vale per uno. Aprire due diversi pacchi di biscotti va bene, il terzo no, crea disordine. E l’ordine è il principio a cui mi ispiro. L’ordine delle cose, non solo materiali. Devono stare al loro posto, essere come le voglio io.
E oggi non so che ordine dare alla mia giornata.
È un pezzo che non so quale ordine dare alla mia giornata.
Ma non nel senso che pensate voi. E neanche nell’altro, quello che non avete ancora pensato.
Perché l’ordine è una questione mia, e dubito che qualcuno di voi riesca ad avere la mia stessa concezione della parola ordine.
E va beh, anche questo sproloquio è gratis.
Quando arrivo alle 60 mila visite faccio pagare il biglietto d’ingresso.
Tanto scrivo così poco, ultimamente, che non sarà un problema per nessuno dei miei cinque lettori.
E metto una mia foto, un po’ datata in realtà (lo si può notare dalla sciarpa di lana e dal cappotto, ma anche dal leggero rigonfiamento del mio mento che ancora subiva le gonfie conseguenze di un dente strappato due giorni prima).
Dopotutto sono la regina degli abbinamenti, ed è ora che anche voi lo capiate.
Sì, ho mandato in vacca tutta la parte seria.
Lo so, è unazione consapevole. Fa tutto parte del mio ordine.
Sembro una psicopatica se scrivo così spesso la parola ordine? Ma è solo un sinonimo.
Di una parola che non conosco.
Foto scattata da Beatrice, a Lio Piccolo.
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