
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, July 23, 2004 - ore 11:03
sono stata in un posto bellissimo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’erano dei campi immensi di margherite. Sembrava che non finissero mai. Stavi li a guardarli dalla colline e te li vedevi sotto i piedi, enormi, candidi visi e gote rosse di
papaveri, e
margherite come se dall’inizio del mondo ad ora non fosse mai esistito nient’altro. Che se poi ci pensi è il fiore più semplice che esista, ma trovo che lo spettacolo di un campo di margherite non possa essere sfidato da nessun altro fiore.
Io stavo li sul colle a guardarle, nel casolare di mattoni che avevo visto per strada.

Mi era piaciuto perché era tutto di mattoni con le finestre aperte come a dire vieni pure e c’erano un sacco di alberi profumati di frutta e fiori. Li sentivi anche da giù, perché quando l’aria si profuma dei frutti degli alberi attraversa le distanze senza perdere fragranza. È il bello della campagna. C’era
silenzio, e c’era il fruscio delle foglie. E c’erano gli uccellini. Ma per non disturbare cantavano sottovoce. E se io sorridevo loro rispondevano con una sola nota leggera per non intaccare il silenzio, scrollando le ali e cercandosi con gli sguardi dolci e piccoli, e cercando conferma in un mio gesto, o in un mio altro sorriso. E c’erano dei
ciliegi che erano una meraviglia. Arrivava quell’aria odorosa, e arrivava delicata e serena a solleticare la pelle, arrivava rosa e bianca perché i ciliegi sono talmente belli quando sono in fiore che l’aria si profuma anche del loro colore. A me sarebbe bastato guardare giù quelle margherite, ma l’invito della frutta era irrinunciabile. E stavo sotto gli alberi col mio
libro a leggere, a mangiucchiare e sorridere. E mi rispondevano gli uccellini educati che mi chiedevano il permesso per cantare. E io dicevo sempre di si, perché un uccellino non deve chiedere il permesso..
Nel casolare abitavano dei contadini solari e sorridenti, persone simpatiche e piene di vita con la pelle bruciata e i cappelli di paglia e le camicie bianche. E io chiedevo di dar loro una mano, e davo da bere ai fiori dell’immenso giardino del casolare sul colle tutto il giorno. Poi c’era una
piscina che stava a strapiombo sui campi. Un pezzo di cielo che si era perso volando troppo basso. E io mi ci tuffavo tranquilla al calare del sole col tramonto che prendeva il colore dei fiori, e si stava bene. Davvero bene.
E poi quando ti trovi in un posto così l’ultima cosa di cui ti accorgi è quello che non va bene.
Un
angolo di paradiso che sembrava creato per me. Si stava davvero bene.. peccato dover tornare a casa..
LEGGI I COMMENTI (6)
PERMALINK