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Saturday, May 16, 2009 - ore 00:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi ho fatto una lunga chiacchierata con il mio nuovo capo per parlare di come procede il lavoro e del progetto di ricerca abbastanza autonomo che mi vorrebbe affidare da luglio. A parte che quest’ultima cosa letteralmente mi terrorizza è stata una conversazione molto utile.
A me sembra sempre di non fare abbastanza. In due mesi ho ottimizzato un metodo di sintesi per un complesso inorganico abbastanza ostico e intrattabile (ma non ho ancora ottenuto il risultato che vorrei), ho perso misteriosamente mezza molecola nel lavandino e ho imparato a fare qualche misura di fotoelettrochimica. Mi sento incompetente perchè c’è una marea di cose che mi sfuggono ancora

E lui mi fa: sono contento. Io no... non del tutto.
e poi mi ha detto "non ho mai capito perchè hai fatto il dottorato con xxxx (il mio ex capo che insultavo regolarmente su questo blog

). Ti ha fatto fare poche pubblicazioni, scientificamente non vale niente e umanamente è un pallone gonfiato"
Ecco.. questo è un tasto dolentissimo. Perchè ogni volta che ci penso, e capita spesso, mi arrabbio con me stessa e con la mia stupida incapacità di riconoscere quell’idiota per quello che è.
Mollare un dottorato di ricerca a mezzo significa rinunciarci definitavamente, perchè in Italia ( e credo anche altrove) ci si può laureare tutte le volte che si vuole ma il dottorato di ricerca si prende una sola volta ed è per la vita.. Quindi mi prende lo sconforto totale per avere mancato un obiettivo, per non avere "sfruttato" nel modo migliore un’occasione, ecc ecc.
Io so che è inutile piangere sul latte versato, è un atteggiamento che cerco di rimuovere ogni volta che si presenta perchè sono convinta che del passato bisogna predere quello che ci serve per vivere bene il presente.. e però non riesco a togliermi quest’amarezza che mi guasta proprio, che non è da me.. ma forse sarebbe più corretto dire che non era da me.
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