
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, May 27, 2009 - ore 09:14
La cantante pelata
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nonostante il mio nervosismo, pessimismo e scetticismo, malgrado la paura, l’ansia e il terrore che qualcosa andasse storto come fino all’ultima prova, siamo stati proprio bravi.
Applausi scroscianti. Che meraviglia. Non ce l’aspettavamo ma è stato davvero un successo.
La nostra Cantatrice calva è piaciuta agli spettatori, che hanno riso sorriso e cercato inutilmente di capire, rassegnandosi dopo la terza battuta. Ma soprattutto noi ci siamo divertiti a farla. È stata come sempre un’esperienza ultraterrena, che descrivere ai profani è missione ardua: provi per mesi, lavorando sodo, e le prove sono sempre sbagliate, durano ore fra interruzioni dimenticanze sovrapposizioni e salti di battute. E poi sali sul palco, la fai tutta di fila senza se e senza ma e dura un attimo. È un’esperienza che va vissuta minuto per minuto perché non dura nulla, Daniele lo dice sempre (a mille gradi coi fari puntati, ma è davvero uno schioccar di dita, così). Ma ne vale la pena. Anche ripensando alla devastazione pre-scenica, con me tradizionalmente appoggiata al termosifone nei trenta interminabili minuti di solitudine al buio negli spogliatoi, con Leonida, Alvise e Sandro che mi coccolavano con gli occhi. Con il cuore a mille e le mani che tremano. Uno non ci si abitua mai, davvero. O forse due anni sono ancora pochi.
Siamo giunti al momento cruciale: mi devo infatti scusare con chi, con passione e disponibilità si è beccato le mie isteriche sfuriate dei giorni scorsi, e ha raccolto i miei sfoghi e i miei deliri. Ieri ero intrattabile, ma è almeno da un paio di giorni che non sono cortese e rispondo poco gentilmente, e prendo tutto troppo seriamente.

L’unica foto che ho dello spettacolo è questa. Purtroppo qui, vedete, ho sbagliato. Mi sono messa male e ho mezzo corpo all’ombra. E questo è un errore, sul palco. Ma me ne sono accorta solo ora che ho visto le foto. Questo cambia lievemente il valore che do alla mia performance, ovviamente. Da 7 passiamo a un comunque soddisfacente 6.

In dettaglio il mio costume da Mary, la cameriera, per gentile concessione dello stesso fotografo della foto sopra che in sala è stato cassato appena dopo averla scattata, e che quindi ha fatto foto solo dell’esterno.

Ritengo necessario rendere atto alla nostra costumista, perché se tutto è stato recuperato dagli armadi o acquistato in economia (comprese calze a rete da cameriera porno), la crestina è stata gentilmente cucita dalla nonna della Fra, l’altra cameriera, tagliando i bordi in pizzo di un lenzuolo.

E qui sono con gli amici che hanno avuto il cuore e il coraggio di venire a vedermi, sopportando una delle serate più calde dell’universo, con l’afa in sala e il sudore della fronte.
Per la miseria però, è vero. Sembra la foto ricordo con la cameriera del ristorante che ha offerto gli amari e allora dai, facciamoci la foto insieme. Fa ridere... Ma sono felice lo stesso.
Detto questo.
Grazie, grazie e ancora grazie

Andrea, Fede, Tommy, Silvia, Marco, Lisa, Marco, bottiglietta di Alvise
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