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Sunday, May 31, 2009 - ore 10:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Von Trier dice a Repubblica:
"Tre anni fa ho sofferto di depressione per la prima volta in vita mia. Con questo film ho cercato di reagire, di riprendermi rispetto a quando me ne stavo sdraiato a letto a fissare il muro per giorni. L’ho fatto per due mesi, ininterrottamente, senza avere l’energia di fare altro. È stata un’esperienza molto difficile. A quel punto non immaginavo nemmeno di poter tornare a fare un altro film. Ciò significa che per Antichrist non è che io abbia lavorato proprio a pieno regime. I medici mi hanno detto che occorre proseguire le terapie farmacologiche fino a cinque anni dopo la fine della depressione".

E’ difficile scrivere di un film così,ma dopo aver letto l’intervista da cui è citato il pezzo … e dopo aver letto le prime impressioni sensazionalistiche e abbastanza esagerate, di Von Trier avevo pensato questa cosa:
-È caduto in depressione
-Si è chiuso due anni in clinica sostenendo costose cure mediche
-Sarà andato con moltissime puttane
-Si sarà ritrovato senza un euro
-Per rifarsi, s’inventa la parola PornoHorror e la da in pasto ai giornali insieme a qualche scena forte del film.
Genio, a modo suo.
Ma forse fui frettoloso poiché mi convinsi che fosse un’operazione così palesemente commerciale da farmi subodorare (convincendomi) fosse anche un film superficiale rispetto a una produzione decisamente apprezzata.
Ebbene non è proprio così.
Il film inizia con 6 minuti di sesso nella doccia (primo piano al rallentatore del pisello che stantuffa la tipa da dietro) e nel letto, il tutto mentre il bambino scende dalla culla e si butta giù dalla finestra. Morto, lei però viene.
Il marito, psichiatra, decide contro ogni deontologia di curare da sé la moglie dal dolore, poiché reputa sbagliate le cure dei dottori.
Dopo un po’, decidono di partire per Eden, un bosco che circonda un loro chalet e in cui lei l’estate prima si era isolata insieme al bambino, per finire la tesi sulla caccia alle streghe medievali.
Lui pensa che lei abbia paura dell’erba, quindi le fa fare un sacco di cazzate inutili, fino a quando non scopre il vero fondo della femmina (tra l’altro la tipa è un’assatanata, vuole sempre scoparlo, ma più che altro per la produzione di endorfine, tentando così di mitigare i violenti attacchi d’ansia, lui quando riesce, le nega il cazzo – a volte però non riesce, specie quando lei comincia a battere la testa a sangue sul Wc, in quel momento lui si trova costretto a scoparla).
Ad un certo punto, il marito scopre che la donna, studiando la tesi, era diventata una Catara.
Si era completamente bevuta la panzana del mondo “chiesa del demonio” ed era convinta ormai che la natura fosse una criminale assassina che crea la vita a fronte di morte e distruzione e violenza gratuita per il solo gusto di farlo.
Dopo questa confessione lui ha delle strane visioni del bosco, alcune in stile Muppet Show, che qui non svelerò.
Due fatti, che fanno sì che Von Trier ritorni ad essere quello di sempre (se preferite, il solito):
-Il primo avviene quando il protagonista scopre che lei metteva le scarpe al contrario al figlioletto, mentre erano in montagna, probabilmente per non farlo allontanare, cio’ gli aveva provocato una malformazione ai piedi visibile grazie all’autopsia (lo scopre appunto leggendo il referto e guardando meglio una foto del bimbo)
A questo punto lui deduce che lei non ha paura né l’erba, né del bosco, né di satana ma di se stessa.
Infatti, quando lei comincia a temere che capendo lui voglia svignarsela, tenta di scoparselo, poi per non farlo allontanare da lei, gli da una botta sulla prostata con un enorme tocco di legno, poi gli fa una sega mentre lui ha perso conoscenza (primo piano, no rallenty), ma da quelle parti dev’essersi rotto qualcosa perché infatti eiacula sangue. Non contenta, prende un trapano e gli buca una gamba, trapassandola con un perno che sostiene una ruota (di ferro si suppone o di cemento, era pesante)
Succedono cose, alla fine lei si pente.
Alla fine:
-Lei ricorda (flashback) che mentre stavano scopando, vide il bambino salire sul davanzale, ma preferì raggiungere l’orgasmo.
A questo punto prende una forbice e si taglia il clitoride (primo piano) per espiare.
Lui si sveglia e la uccide soffocandola.
Tarallucci e vino.


Tornando a noi, posso dire che invece AntiChrist non è un film superficiale, ma bensì piuttosto criptico in certi passaggi, riguardo determinati significati, soprattutto ho trovato un po’ forzato e messo lì a casaccio il riferimento alle eresie (ma anche no), per quanto concerne il ruolo della donna invece è il Von Trier di cui ho letto e mi aspettavo.
Conclusione:
Questa è in definitiva l’unica delusione di questo film:
Lars stesso risponde così:
“In questo film non c’è nessuna logica, ma è solo un lungo sogno troppo nero su colpevolezza e senso di colpa".
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