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Come un’adolescente in crisi di identità.



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e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Wednesday, June 03, 2009 - ore 21:57


Le regole del gioco
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tornavo a casa dal centro che stava facendo buio, stasera. Avevo ancora gli occhiali da sole quando ho salutato la Emi, in piazzetta. Quando sono partita ancora riuscivo a vedere, leggera e sfumata, la mia ombra sotto le ruote della bicicletta. Era sottile, si percepiva appena. All’incrocio con viale Brigata Marche mi fermo, è rosso. Di là un papà e un bambino col triciclo: avrà avuto 5 anni, il bambino. Strada facendo, una pedalata dopo l’altra, il cielo è diventato scuro. Da viale Vittorio Veneto ho girato in via Fontane che vedevo ancora chiaramente cosa ci fosse davanti a me. Una mamma con le figlie, e un cane al guinzaglio, cartelli, auto coi fari spenti. Pedalavo con le cuffie nelle orecchie, con le lacrime agli occhi. Certe canzoni le dovrei togliere, ma non ci riesco. Arrivata alla Strada Ovest ho atteso che diventasse verde. E mentre diventava verde è sceso ancora il buio, e mi sono accorta che l’ombra sotto il sellino, sotto i pedali, davanti o dietro alle ruote in movimento no, non c’era più. Le macchine accendevano le luci. Era buio, buio davvero.



Ci metto cosa, venti minuti a tornare a casa dal lavoro in bicicletta. E non avevo il fanale. Perché non serviva, quando ho salutato la Emi, in piazzetta. Avevo ancora gli occhiali da sole. Poi sono partita, e ho pedalato verso casa, costante, incerta. Così, esattamente come sono io.

Siamo tutti uguali. Conosciamo le regole del gioco, a volte le abbiamo messe noi, d’accordo oppure no con gli altri. E sempre ci stupiamo di chi non le segue. Anche quando, pure noi, non riusciamo a rispettare quelle che ci siamo imposti. Le regole del gioco sono difficili ma sono quelle. E se non sai giocare o le impari o non giochi. Le regole sono regole. E la prima regola è che ci sono delle regole, e le regole vanno rispettate.
Le regole del gioco sono le stesse per tutti. Ma qualcuno non le ha imparate. Qualcuno ancora crede di poter fare il furbo. Qualcuno finge di aver capito male. Qualcuno davvero si è fatto sfuggire un particolare, per colpa o per difetto.

Ci sono sere che vado a letto e mi sembra di non aver ancora capito le regole del gioco. Non lo faccio con presuntuosa cattiveria, e non credo possa essere superficialmente catalogato sotto la parola ingenuità. No, stavolta credo che la questione sia più grave. Potrei definirla ignoranza bella e buona (che in realtà di bello e buono ha ben poco). Oppure è la mia proverbiale stupidità, la mia peggior nemica. Mi mancano dei passaggi necessari e sufficienti ad andare avanti nel gioco. Ma sono arrivata a un punto in cui le regole si danno per apprese, e nessuno vuole stare lì a parlarne con te.

Ci ho messo tanto a impararle le regole del gioco, tanto che non saprei dire quanto. E ancora se ne aggiungono di nuove. E vorrei non dover ricominciare da capo, eppure quando c’è quella nuova devi tornare all’inizio, perché ogni regola appare diversa se pensi a quelle che vengono dopo.
Le regole del gioco sono difficili, ma ci siamo tutti dentro.
E volente o nolente devi sapere che è una tua scelta non rispettarle, che è una tua decisione fingere di non aver capito, che è un tuo diritto rifiutarti di seguirle, ma che poi te ne devi prendere le responsabilità.
Le regole del gioco sono uguali per tutti. Per alcuni più uguali che per gli altri, ma sempre regole sono. Anche per quelli che le considerano regole minori. Per quanto possano ritenerle di secondaria importanza, sempre regole sono. E appaiono diverse, ma sono tutte uguali. E vanno rispettate.

Le sere che vado a letto e mi sembra di non aver ancora imparato le regole del gioco piango.


Fausto Leali Anna Oxa - Ti lascerò

Ti lascerò andare
ma indifesa come sei
farei di tutto per poterti
trattenere
perché dovrai scontrarti
con i sogni che si fanno
quando si vive intensamente
la tua età
Ti lascerò provare
a dipingere i tuoi giorni
con i colori accesi dei tuoi anni
ti aiuterò a sconfiggere
i dolori che verranno e
che saranno anche i più grandi
degli amori che ti avranno
e lascerò ai tuoi occhi
tutta una vita da guardare
ma è la tua vita e non trattarla male
ti lascerò crescere
ti lascerò scegliere
ti lascerò anche sbagliare
ti lascerò…

Ti lascerò decidere
perché sarò al tuo fianco
piuttosto che permettere
di dirmi che sei stanco
lo faccio perché in te
ho amato l’uomo e il suo coraggio
e quella forza di cambiare
per poi ricominciare
e quando avrai davanti agli occhi
altri due occhi da guardare
il mio silenzio lo sentirai gridare
ti lascerò vivere
ti lascerò ridere
ti lascerò ti lascerò

E lascerò ai tuoi sorrisi
la voglia di scoppiare
ed il tuo orgoglio lo lascerò sfogare
ti lascerò credere
ti lascerò scegliere
ti lascerò ti lascerò
ti lascerò vivere
ti lascerò ridere
ti lascerò ti lascerò



C’è qualcosa di mio stasera, al Thai Chi. E nessuno lo sa.


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