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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Friday, June 12, 2009 - ore 13:06 Da repubblica.it, consigli per gli acquisti Consiglio. Il libro si legge in un amen. E’ così triste cadere in battaglia. (Tadamichi Kuribayashi, generale giapponese a Iwo Jima) TUTTI A CASA La guerra d’Albania è finita da vent’anni. Un generale e un cappellano partono dall’Italia. La loro missione, recuperare i corpi dei soldati sepolti in terra straniera. Nebbia, vento, pioggia, terra dura da scavare. Madri e vedove a migliaia che aspettano a casa. Da vent’anni. Il ritorno dei morti si può attendere come il ritorno dei vivi. Una processione di gente a casa del generale alla vigilia della partenza. Ho seppellito il mio migliore amico a mani nude dietro la chiesa. Me lo riporti a casa, generale. Mio figlio, il mio unico figlio, è sepolto laggiù. Mi dica chi fu l’ultimo a parlargli, a dargli da bere, a chiudergli gli occhi, generale. E’ laggiù, a Stalingrado. Mia dolce signora, io vado in Albania, non in Russia. Me lo riporti a casa, generale. Altri generali portarono la disfatta, questo generale in tempo di pace rimedierà. Ma non si può scavare nel passato senza conseguenze. Non ci si può impegnare per tutti e lasciare indietro qualcuno. Non si può tornare in un Paese nemico pensando che l’odio sia finito. I popoli che si dividono la storia hanno memoria di tutto. Di ogni nemico ucciso, di ogni amico ucciso. Il generale riporterà a casa la sua armata, ma sfileranno tutti sotto gli occhi senza speranza dei vincitori. E’ il capolavoro di Ismail Kadaré che mancava in libreria da anni, Il generale dell’armata morta (tr.it. A. Donaudy, Longanesi, 16 euro). ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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