
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, June 24, 2009 - ore 22:29
Biciclettismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ricordo, ai miei tempi, quando si chiedeva la bicicletta come regalo per la comunione. Erano soldi, mamma e papà dicevano sempre te la prendiamo, te la prendiamo, e invece aspettavano sempre l’evento comunione per renderti proprietario di una bicicletta. Avevano ragione, per carità, anche se i confronti erano sempre con quelli che gliela compravano al solo domandarla. Per fortuna che io la facevo in terza elementare, c’era chi la faceva anche dopo. C’era pure chi la faceva in seconda, ma io ero soddisfatta della mia via di mezzo. O forse era in prima, che me l’hanno comprata, e la seconda mi è arrivata per la comunione. Quella grandezza umana di un colore adulto, intendo, non quella che non è più della tua taglia dopo sei mesi, ma quella che ci arrivano le persone normali. Forse sì, ma fare mente locale adesso mi è vagamente difficile.
(Sono un po’ stanchina che ho appena finito di lavorare, e non mi hanno ancora detto se i pezzi vanno bene.)E così, coi compagni di classe che erano gli amici di quegli anni, si parlava di biciclette.
E c’erano la bicicletta, la Bmx e
labiciclettacolcestino, così, tutto attaccato. La graziella era ormai superata, anche se ritengo che sia la miglior bici di sempre, e la mountain bike era ancora lungi a venire, per lo meno a Fontane. Mi ricordo la prima volta che ne ho vista una, aveva i cambi. Io non sapevo neanche cosa fossero. Il mio compagno arrogante Davide S., che fu il primo ad averne una, diceva che la sua bici aveva il cambio
scimano, e io credevo fosse una cosa da sci, che la mano la usava per cambiare e restava lo sci. Non mi intendevo di queste cose tecniche, più che altro non mi interessava e non mi ponevo nessuna domanda. A me piaceva leggere, guardare la tv, giocare con le mie amiche Vania S., Sara C. e Cristina F..
(Che meraviglia, alle elementari l’ordine alfabetico sul registro era per nome, non per cognome.)Quando ho ricevuto la mia piccola bicicletta azzurra col cestino bianco erano lontani i tempi in cui i ragazzi potevano dire ho la mountain bike col cambio, nel mio paesello di campagna era una rarità per pochi eletti, già erano poche le bmx, figuriamoci quelle diavolerie straniere. Noi si andava da Pinarello i ricchi e da Cicli San Marco o Bianchi i medio poverelli. I miei andavano dai Cicli San Marco, e mio fratello era felicissimo perché lui si chiama Marco. Quando ero piccola io i casi erano sostanzialmente due: i bambini avevano la bici col ferro, le bambine quella col cestino, da lì non ci si schiodava; poi c’era l’incognita bmx ma erano casi isolati,. Poi ce le scambiavamo per provare una bici nuova, ma si tornava a casa sempre con quella di proprietà. C’erano anche le bambine che volevano fare le personaggie, e volevano la bmx, per sentirsi maschie. Io non volevo la bmx, io volevo quella col ferro per caricarci su le amiche, mi piacevano le immagini delle attrici degli anni ’60 caricate sul ferro della bici, mia nonna mi portava in giro così, io sul ferro e mia cugina piccola sul portapacchi e mio fratello sul manubrio.
(Mio fratello minore, lo stesso anno che io ricevetti quella azzurra, ebbe una bmx. Non era carino che io ricevessi una bici e lui no. Ha sempre vissuto di rendita.) Ricordo gli anni con la mia principessa fontanese, quella bicicletta azzurro metallizzato, piccola e scomoda. Quando ho imparato ad andarci ero talmente felice che mi sono smarcata dai miei, che mi stavano dietro, e sono andata avanti, avanti, fino alla fine della via, che si chiudeva in un vicolo cieco. Ma non avevo imparato a frenare, ed ero troppo veloce per sterzare, e ci sono sbattuta addosso. Mi sono fatta male un po’ ovunque. E com’ero felice, felicissima. Avevo imparato ad andare in bici, anche se avevo le ginocchia maciullate.
Sono cose che bisognerebbe tenere a mente per i momenti bui, come questo. Quando tutto era bello, anche se non lo era.

Un altro delirio, quasi onirico. Una tempesta di ricordi, uno dietro l’altro.
Se non fossi sicura che mi fa male, smetterei.
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