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Tuesday, June 30, 2009 - ore 02:28


Creep
(categoria: " Vita Quotidiana ")


luci soffuse, tv a basso volume e radiohead in sottofondo.
sperando di usare questo tempo per scrivere qualcosa di bello.
reduce da una serata che potrei definire alternativa. del resto una definizione per seduti nei bagagliai delle macchine, con un sacco a pelo sopra la testa, in mezzo ai campi deserti in cui si sentono solo le note di una chitarra probabilmente non c’è. quello che aggiungerei.

stasera era partita male. è da un po di giorni che in effetti sembra che vada male. che poi non è vero. ma quando l’ansia arriva non ci puoi fare nulla. è come se volessi sempre urlare e spaccare tutto. non so perchè. faccio quello che voglio. studio per diventare ciò che voglio. faccio il lavoro per cui studio. parlo con chi voglio e di quello che voglio. MA lo stesso ho sta fottuta ansia del cazzo addosso. non so più cosa farci. un po ho imparato a conviverci a dire il vero. poi però non capisco perche solo poche persone tipo me e la veggente ce l’hanno mentre altri fortunati NO. non è giusto. è come se il mondo fosse una specie di lago. tutto là che nuotano belli tranquilli e prendono il sole sui loro schifosi pedalò color giallo limone mentre io sono là là che rischio sempre di annegare. è come se mi mancasse sempre l’aria. e quando non ce la faccio sprofondo. a p n e a.
poi un respiro profondo e di nuovo a lottare per restare a galla. ecco com’è.

poi, sarà stato che tutti avevano una gran voglia di parlare. di raccontare quello che hanno visto sentito provato. sopratutto di altre vite e ricordi di altri tempi. non so che racconterò io. un giorno. noi non siamo una generazione. io non faccio parte di una generazione. io che sto al telefono minimo un’ora al giorno. che parlo parlo PARLO. di tutto ma di niente. io che devo ascoltore almeno due ore di musica al giorno. io che ormai fumo venti sigarette al giorno. io che, con tanto dispiacere, tendo a smettere di leggere libri, di guardare i film e di ascoltare certe canzoni. per stare meno male. perchè le parole mi feriscono più di qualsiasi lama. perchè meno penso meno ragiono meglio stò. il rovescio della medaglia è che quindi meno vivo.

e se c’è una cosa di cui ho una fottutissima paura è il vuoto. l’apatia. l’immobilismo. l’ignoranza. e l’indifferenza. perchè io vivo in bianco e nero. perchè non voglio mezze misure. perchè non ho mezze misure. perchè mi spaventano le persone grigie. mi SPAVENTANO. davvero. perchè sono prive di luce. e di buio. perchè sono prive di vita. amano gli orari, le ricorrenze, le feste comandate, i film famosi, le canzoni alla radio, i soliti bar, le discoteche gettonate, le macchine, i vestiti di marca, il calcio, i soliti discorsi sul tempo...amano la stabilità. a me, invece, non piacciono le certezze. non tutte, sia chiaro.
ma senza dubbi, senza voglia di novità, senza nuove conoscenze...
come fai a dire di aver vissuto un giorno per davvero?

come puoi dire che ieri sia stato diverso da oggi e che sarà diverso da domani?
la violenza della stabilità è un modo di morire a metà. punto.




.... but I’m a creep, I’m a weirdo,
what the hell am I doing here?
i don’t belong here
i don’t belong here ....



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