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Tuesday, July 07, 2009 - ore 19:09
MARCIA MONDIALE per la PACE e la NON VIOLENZA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ricordo che in Italia dal 7 al 12 Novembreci sarà la tappa della
MARCIA MONDIALE per la PACE e la NON VIOLENZA. Avrà inizio il Nuova Zelanda il 2 0ttobre 2009, ricorrenza della nascita del Mahatma Gandhi e "Giornata intrenazionale della Non Violenza", terminerà a Punta de Vacas (Argentina) il 2 gennaio 2010.
Sarà la prima marcia mondiale che attraverserà tutti i continenti, oltre a 100 nazioni.
Sarà la prima marcia che parlerà tutte le lingue e che raggiungerà, utilizzando ogni mezzo di comunicazione possibile, gli angoli più remoti del pianeta.
Il giorno 8 novembre sarà a VICENZA. (da un volantino di mondosenzaguerre)
Dal sito in fb. di mondosenzaguerre
DICHIARAZIONE DI MONDO SENZA GUERRE Nella storia dellumanità la guerra è stata sempre presente. Questo dramma è ogni giorno più devastante perché i progressi tecnologici permettono ai violenti di produrre sempre più ordigni distruttivi.
La minaccia nucleare pone oggi lumanità sullorlo dellabisso. Le guerre e la corsa agli armamenti incidono negativamente sulleconomia dei paesi,
assorbendo fondi che dovrebbero essere destinati alleducazione, alla sanità, alla cultura e a migliorare la qualità della vita. Linfluenza esercitata dallindustria bellica sui governi e sulla società fa sì che i paesi produttori di armi facciano pressione per mantenere i conflitti e così utilizzare e sperimentare le loro armi, mascherando l’avidità con teorie sullinevitabilità, la necessità e perfino i vantaggi dei conflitti armati per l’economia.
Agli inizi del terzo millennio, i conflitti nei differenti campi (economici, etnici o religiosi) invece di diminuire tendono ad aumentare. Lo stesso succede col terrorismo. La violenza aumenta anche nella società civile, arrivando ad estremi inimmaginabili fino ad alcuni anni fa. Se non cè un cambiamento di direzione, il futuro porterà sempre più confronti violenti in vari campi e in tutte le latitudini.
E più che provato che si potrebbe risolvere la fame nel mondo col 10 % di ciò che viene speso in armamenti. Possiamo immaginare cosa succederebbe se si destinasse il 30 o il 50 % delle spese belliche per migliorare la vita della gente, invece che a scopi distruttivi?
Dopo secoli di violenza, è difficile immaginare la pace. Tuttavia,
perché non lavorare in questa direzione, cercando di cambiare la direzione della storia, costruendo un vero futuro di pace e nonviolenza? Consideriamo che questa è la
nostra responsabilità come esseri umani . Vista la direzione che stanno prendendo gli avvenimenti, definirsi contro la guerra ha senso, è etico, coerente ed urgente.
Assumiamo questa responsabilità liberamente e la portiamo avanti con tutti coloro che rifiutano ogni forma di violenza e puntano sulla convivenza, lo sviluppo condiviso, la democrazia reale, la tecnologia al servizio della scienza e la scienza al servizio dellessere umano e della pace. Dobbiamo denunciare le minoranze violente, isolarle e fare pressione affinché cambino direzione alle loro politiche guerrafondaie, indirizzandole invece verso lo sviluppo umano.
Un mondo senza guerre è fino ad oggi un mondo sconosciuto sul Pianeta Terra. Eliminare le guerre significa uscire definitivamente dalla preistoria umana e fare un passo da gigante nel cammino evolutivo della nostra specie.
Un "mondo senza guerre" è una proposta che guarda al futuro ed aspira a diventare concreta in ogni angolo del pianeta, affinché il dialogo sostituisca la violenza.
In questa aspirazione ci accompagna la forza della voce di migliaia di generazioni che hanno subito le conseguenze della violenza, il cui rimbombo continua a farsi sentire oggi in tutti i posti dove le guerre hanno lasciato la loro sinistra scia di morti, scomparsi, invalidi, rifugiati e dispersi
È arrivato il momento di far sentire la voce dei senza-voce, dei milioni di esseri umani che chiedono con forza che finiscano le guerre. Possiamo ottenerlo unendo tutte le forze del pacifismo e della nonviolenza attiva. Invitiamo sia singoli individui che rappresentanti e membri di organizzazioni, collettivi, gruppi, partiti politici, imprese ad aderire a questa dichiarazione e a lavorare ognuno nel suo campo, a partecipare a coordinamenti, fronti e forum, al fine di generare un grande movimento che ponga fine alle guerre e ad ogni tipo di violenza.
Lavoriamo oggi per garantire un futuro migliore e salvaguardare le generazioni future. Perché crediamo nella pace ed in un mondo più umano!
Per un mondo senza guerre!
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