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Friday, July 17, 2009 - ore 01:03 Il parlamento scozzese sta varando una legge per favorire la maggior frequenza di concerti piccoli e grandi in citta’ come Glasgow ed Edimburgo,dopo aver riscontrato che la musica dal vivo porta all’economia del posto in cui si svolgono gli shows cifre da capogiro. Solo la scorsa settimana dopo il concerto di Bruce Springsteen a Glasgow l’ ufficio marketing della citta’ ha comunicato un aumento degli affari tra trasporti,commercio e turismo di 2 milioni di sterline in due giorni.Tra AC/DC ,Eagles and Take That nel mese di giugno le entrate sono aumentate di 11 milioni di sterline e ora con Coldplay e U2 alle porte la cifra dovrebbe arrivare a 15 milioni. Insomma dove ci sono piccoli e grandi concerti,dove accade qualcosa di interessante,come si sa, ci sono migliaia di persone che devono bere,mangiare,dormire spostarsi,fare shopping and so on. Di rimbalzo mi trovo a leggere su XL Repubblica una polemica nata tra Manuel Agnelli e i principali media ,lables e promoters riguardo la perenne battaglia della scena indie italiana contro la grontocrazia del mondo musicale del nostro paese. Questi alcuni stralci: "Oggi probabilmente quelli che sembrano avere le idee più chiare sono i promoter dei live: sono quelli che più hanno lavorato in questi anni a stretto contatto con il pubblico e ne capiscono meglio le metamorfosi: non c’è dubbio che il futuro della musica ormai passi anche da qui. Da sottolineare lo slancio di alcuni “tecnici” della promozione, che stanno provando nuove strade. Deludono invece un po’ i media che, salvo eccezioni, sembrano non rendersi conto che il loro ruolo principale non è far vendere i dischi ma fare cultura e informazione. E soprattutto legittimare gli artisti in quello che fanno. " "Si confermano invece, rassicurandoci, la maggior parte dei discografici delle major nel loro totale scollamento dal mondo reale e nella loro imbarazzante ignoranza rispetto a quel che accade al di fuori dei loro uffici. Nella loro testa c’è crisi perché non viene prodotta musica di qualità.L’Italia in fondo è questa. Ma basta mettere il naso fuori dai confini per sentirsi umiliati dalla differenza di spessore culturale, di pluralismo e di vastità dell’offerta. Non va bene così. " " In Inghilterra, in Francia, in Spagna, negli Usa è il sistema della musica a sostenere psicologicamente, e non solo, la natura degli artisti. Ci siamo accorti della differenza e della forza della spinta durante il primo tour in America. La determinazione dei media a creare ambienti fertili e a legittimarli, a creare storie importanti da raccontare o a farle crescere" Ecco il link per gustarvi tutta la storia http://xl.repubblica.it/dettaglio/77844 LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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