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Wednesday, July 29, 2009 - ore 17:42


LETTERA A GAUDIO MENO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma c’è troppo mistero in voi, Messere. Forse il vassallo non ha goduto dei servigi di corte? Forse la corte non ha goduto i vassalli? Forse il principe Newrmann ha dilugiato le tepani prim’ancor che dell’oste fatto non vi fu preso pregiudizio? Forse Maria taglierà il piede ad un contadino prima dell’esecuzione del povero Hawksin?

Mah...forse nulla di tutto questo. Il mattino sorgerà rimpianto e carlo, taglierà corde e spirti, sorgerà invidioso e tenace, pagherà fame e taglierà i corti e le spezie con il passato di verdurae.
Quel che è certo nasconde lieve un tenue soffio d’immago udir, che dal nulla spogge e mal venir fa’ d’uopo l’uomo nuovo, a virtù e stirpe, a vittoria e speme, a plebe calma sotto un infernale ed autistico sprazzo d’immondo.
Mio padre ferì Tehpano, certo, non lo nego. Ma fu egli a ringraziar Carlos prim’ancor che gli venisse inflitta l’ostia del popolo, e la famma venisse meno alle sue propoli!
Ecco perchè indugo nell’aspirar figli ad occhio spento ma vigil nel distanziar l’animo dal corpo. Mai farò di un sasso una bestia, nè di un uovo un caimano.

In virtude mea calipso tuo e tanta capace in bello summo sivil nicit venit oppio.
Mi riprendo il mio tasso, e questo forse non vorrà essere un salutar maggio, ma un forse d’equino e partecipe stimolo di eusibio.
Tante tante.

P.S. Come mio nonno: Uccel di bosco e more, e lamponi, e aghi di pino, e Silvestro. Tronchi, morbidi, fuori, teneri, dentro.


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