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Socrate, 30 anni spritzino di PADOVA CHE FACCIO? studio e lavoro Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Carlos Castaneda ![]() HO VISTO ![]() Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto, e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino. THE CURE, Three Imaginary Boys STO ASCOLTANDO Incubus, Queen of the Stone Age, Peeeearl Jaaam..E molti altri..(Claudio Bluesman!) ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... Se solo fossimo capaci di amarci e vivere il più a lungo possibile nell’onestà, invece di recitare dei ruoli sulla base dell’idea che ci siamo fatti di come dovrebbe essere una relazione perfetta. non mentire mai. poterci sedere uno di fronte all’altra, guardarci negli occhi e dare voce liberamente ai nostri pensieri.Guardare l’altro con obbiettività e non giudicarlo unicamente rispetto a noi stessi. ![]() STO STUDIANDO... ![]() OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: anche_qui ash2ashes aurora banshee baTOSTA Cazzilla herikabfly Giacca82 SweetWine Tany Triky BOOKMARKS Claudioblues (da Musica / Cantanti e Musicisti ) UTENTI ONLINE: |
Thursday, July 29, 2004 - ore 18:58 Lei scosse la testa e continuò a parlare. "Cioè, ti voglio dire, questo. Ogni tanto si sente discutere del fatto se 'siamo' o meno il nostro corpo, oppure se 'siamo' la nostra mente. Ossia, in pratica, che cos'è il nostro spirito?" Fece una pausa, e io annuii. "Be', io ti posso dire quello che non siamo. Noi non siamo il nostro corpo, assolutamente. Insomma, in questo momento il mio corpo è come una giostra su cui io non ho il minimo controllo. Vorrei fartelo sentire, cosa mi sta succedendo dentro: vibro come... Non lo so, come la fusoliera di un aereo che precipita. Capito?" Mi sorrise, posò il cucchiaino sul tavolo e si abbracciò la pancia con tutte e due le mani. "Questo corpo che vedi non sono io. Non sono io a fare tutto questo. Sentimi il gomito". Allungò verso di me il braccio piegato per farmelo toccare e, posando le mani sulla sua pelle delicata come il latte, sentii tutta l'articolazione scoppiettare di elettricità. "Certe volte mi domando se la nostra personalità - cioè quello che noi consideriamo noi stessi - non sia più che altro una specie di radar montato su un aereo. Nel senso che questa nostra coscienza, o come la vogliamo chiamare, sta lì solo per tenere il corpo lontano dai casini, solo per impedirci di andare a sbattere uno contro l'altro". Si chinò in avanti e senza usare le mani bevve un po' di frappé dalla cannuccia. "Ci fissiamo tanto su cose come il nostro nome, il posto dove siamo nati, il nostro paese, la religione. Ma tutte queste sono solo informazioni che ci sono state trasmesse cioè, anche il codice genetico, giusto?" Tese le dita lunghe, quasi deformi, per farmele osservare. "Queste mani sono di mia nonna, ok? Non sono mie. E lo stesso vale per le cose in cui siamo bravi: uno corre velocissimo, quell'altro è portato per la matematica", stava indicando persone a casaccio fra quelle sedute intorno a noi, "insomma, niente di tutto questo è noi". LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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