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Friday, August 14, 2009 - ore 13:39
Duel
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Duel" è il primo lungometraggio girato da un dei registi che, volenti o nolenti, rappresenta il cinema hollywoodiano. Mi permetto di dare un minimo di giudizio sulloperato di questo cineasta americano prima di recensire il film vero e proprio.
Spielberg è da molti considerato un regista estremamente soppravalutato, capace solo di creare ad hoc blockbuster per famiglie e per ragazzini avidi di pop-corn; questa critica trova il mio appoggio parziale. Parziale perchè bisogna riconoscere al buon vecchio Steven il pregio di aver saputo scegliere e girare film che si sono fossilizzati incondizionatamente nellimmaginario collettivo; basti pensare al professor Jones, al simpatico e tenero E.T. e al mitico T-Rex. Con questo non voglio assolutamente dire che sono dei capolavori, anzi; Jurassic Park, per esempio, presenta, fra i tanti difetti che lo attanagliano, proprio quello della regia e, soprattutto, del montaggio (certe scene ed inquadrature sono veramente sconclusionate), caratteristiche di competenza esclusiva proprio di Spielberg...senza contare che la stragande maggioranza dei suoi film sono contornati da un mieloso buonismo allamericana, con finali sempre positivi ed ottimistici, in cui il bene vince sempre, in cui tutti vivono felici e contenti, insomma, uno dei maggiori difetti dellindustria hollywoodiana.
Per quanto mi riguarda Spielberg, indipendentemente da tutto, merita ugualmente un posto di nicchia nella lista dei più Grandi Cineasti di sempre, non tanto per i film sopramenzionati, quanto per aver realizzato Schindlers List, il capolavoro di una vita; avrebbe potuto girare solo questo film ma il posto tra i big non gli sarebbe stato negato. Bene, dopo questa breve disgressione, torniamo a noi ed al nostro "Duel".
Era il lontano 1972, quando un giovane neo-regista 24enne gira, con un bassissimo budget un progetto pensato come film per la tv. LABC, una volta visionato, richiama immediatamente quel promettente cineasta in erba e lo convince a rivedere il montaggio, e relativi tagli, per poterlo così proiettare in tutti i cinema americani, mai scelta fu più azzeccata; Duel divenne in pochissimo tempo un cult di tutto rispetto, ed aiutò a far conoscere la figura di Spielberg nel mondo milionario di Hollywood (fino ad allora Steven aveva diretto solo film per la TV e qualche corto e medio-metraggio).
Il plot di tutto il film è banalissimo, ma questo poi si dimostrerà essere un punto a favore proprio per la sua rudimentale semplicità: un uomo di mezza età come tanti altri viene preso di mira da un camionista squilibrato; da quel momento inizieranno un vero e proprio duello senza esclusione di colpi, fino al soffertissimo (per il protagonista) finale.
Spielberg ha voluto spostare i grandi duelli dei cow-boy ai giorni nostri; al posto di cavalli abbiamo auto e camion ed al posto delle pistole i clacson, poi il resto non cambia più di tanto; la voglia, da parte delluomo, di opprire il prossimo è una cosa che il regista vuole mettere subito in chiaro, e lo fa non troppo velatamente. Senza contare che emerge queste fervente critica verso il mondo consumista moderno e, soprattutto, una visione del progresso che, se non contenuto, comporta una rincorsa continua da parte della gente che lo "subisce" (e qui mi trova solo in parte daccordo)...il protagonista che per buona parte della pellicola subisce questo pressing senza sosta da parte di questa figura oscura, questo nemico senza volto, alla fine decide di ribellarsi e lo fa impiegando le stesse modalità con cui il Male lo ha stuzzicato...il raziocinio e la logica se ne vanno a quel paese lasciando il posto ad un irrefrenabile e morbosa voglia di vendetta, un "occhio per occhio" esponenziale che finirà per coinvolgere anche persone totalmente estranee ai fatti riguardanti i due autisti (duellanti)...
La parte tecnica è molto buona, considerando il fatto che il regista era ancora molto giovane...le scelte registiche sono molto eterogenee, sintomo di una non ancor trovata identità artistica; si passa da primi piani citazionisti del vecchio Leone, fino a panoramiche estese a campo intero...ma nonostante questo il film tiene botta per tutti gli 85 minuti di durata, creando una suspance e un senso di angoscia che crescono vertiginosamente durante la visione (questi elementi verranno successivamente resi in modo praticamente perfetto nel seguente film del regista: "Lo Squalo").
In definitiva un ottimo inizio di carriera per il futuro padre di E.T ed Indiana Jones, che rientra tra i suoi migliori progetti.
7,5/10
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