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Monday, August 17, 2009 - ore 23:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stavo pensando che solo qualche giorno fa ho sperimentato un quanto di “felicità” perfetta. Niente di eccezionale.. facevo un bagno in mare e mi lasciavo galleggiare a pancia in su, insomma facevo il morto. Il sole era leggermente coperto dalle nuvole e potevo guardare il cielo senza essere accecata, provavo a mandare la testa più all’indietro possibile prima di finire con la faccia in acqua per vedere l’orizzonte al contrario con cielo mare invertiti… e sperimentavo quella sensazione bellissima di assenza di peso che dà la spinta di Archimede. E mi sentivo bene.. pensavo vagamente al ritorno al lavoro e ad altre cose.. sulla casa, sulla ricerca che sto facendo, sul contratto nuovo. Ma senza ansia. Mi sentivo bene perché mi sentivo come se non avessi davvero bisogno di niente. A posto così.. ho quello che mi serve.. potrei essere felice perché non mi serve nulla, non provo l’ansia di avere nulla..
Mi sentivo di poter fare tutto o quasi.
E a un certo punto nel flusso di coscienza che accompagna questi galleggiamenti mi è venuto in mente l’ululone dal ventre giallo. Fino ad alcuni mesi fa avrei potuto pensare che fosse un uccello.. invece no. E’ un piccolo anfibio,una specie di ranocchietta con la pancia a macchie gialle. Quello che dico io vive in una pozza (non pozzanghera, una pozza che c’è sempre.. almeno credo) che sta lungo un sentiero sulle colline intorno ad Asolo, e mi ricordo il suo nome perché l’ho letto su uno di quei poster didattici che si trovano sempre lungo i sentieri di montagna con la flora e la fauna del posto. Eh.. mi è rimasto impresso perché collegato a un momento molto bello, con una sensazione abbastanza simile a quella che ho provato mentre ero nel mare di Trieste e perché quel giorno era marzo e c’era il sole.. ed era il primo sole un po’ caldo dopo i primi mesi freddissimi del 2009.
Sensazione di breve durata.. perché poche ore dopo sono tornata in pianura.. beh abbastanza triste, anzi triste, senza abbastanza. Ma questa è un’altra storia.
Era solo per parlare di quanti di serenità e flussi di coscienza.. e quanto lontano ci portano i pensieri certe volte..
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