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Sunday, August 23, 2009 - ore 19:41 Abbazia di Praglia Dedicata a Santa Maria Assunta, l’Abbazia di Praglia sorge a poca distanza dalla città, in una piccola valle tra i Colli Euganei. Essa risale alla fine dell’XI secolo e fu fondata da Maltraverso de’ Maltraversi, lungo l’antica strada che da Padova conduceva ad Este. Praglia fu uno dei maggiori centri da cui prese le mosse la colonizzazione agricola benedettina nell’XI secolo, ed ebbe importanza fondamentale nella ricostruzione e nella bonifica della campagna padovana, devastata dalla invasioni barbariche e abbandonata per quasi mezzo millennio. Aggregata al monastero di Polirone nel 1124, l’Abbazia fu feudo di Federico II nel XIII secolo, e conquistò l’autonomia nel 1304. Nel 1448 essa fu aggregata ai Benedettini di Santa Giustina di Padova, che possedevano buona parte del territorio padovano e numerose abbazie foranee. Su progetto di Tullio Lombardo, nel 1490 i frati procedettero ad un radicale restauro e riedificazione del monastero e della chiesa, che assunsero la forma attuale: la torre campanaria rimane l’unica testimonianza visibile di quello che fu l’originario impianto medievale. L’Abbazia fu soppressa dai decreti napoleonici del 1810; ripristinata nel 1834 da Francesco I, fu nuovamente soppressa nel 1866. L’anno successivo fu applicata nel Veneto la legge che eliminava tutte le corporazioni religiose: a Praglia restarono solo pochi monaci, con funzioni di custodia. L’Abbazia fu spogliata dei terreni: furono asportati i dipinti, i libri, l’archivio e gli arredi. . Nel 1882 il chiostro botanico, quello pensile , la biblioteca e la chiesa (chiusa al culto) furono dichiarati monumento nazionale mentre il resto della struttura venne adibito ad usi diversi. Nel 1904, dopo alcuni anni di trattative e acquisizioni da privati, ritorna definitivamente in mano ai benedettini che, oltre a riattivare l’importante attività religiosa, si dedicano e specializzano nel restauro di libri antichi e d’arte diventando il punto di riferimento mondiale di questa delicatissima attività. Il nuovo cammino di Praglia, da allora, fu sempre in ascesa, anche durante le due guerre mondiali che videro Praglia schierarsi in prima linea,come luogo di pronta accoglienza, e luogo di custodia d’infiniti e preziosi tesori di storia e d’arte, compresi i quattro cavalli di bronzo della basilica di San Marco a Venezia. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() il refettorio monumentale ![]() il Capitolo... qui vengono discusse tutte le questioni importanti per la comunità monacale. I conversi non potevano entrare in questa stanza e da qui il detto... non avere voce in capitolo ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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