
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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martedì 1 settembre 2009 - ore 09:47
Amorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Arriva sempre, nella vita di una coppia, il momento in cui viene pronunciata la frase “amore, avrei voglia di…”. E così, una domenica mattina di fine estate, mezza mela va a cercare una brioche con la marmellata.
“Amore avrei voglia di…” è la frase che mette i punti e le virgole sul patto fra lui e lei, sono le parole con cui verbalmente si firma un contratto che può essere arricchito e abbellito di volta in volta con brioche, fragole, licis, cioccolato, banane, cetrioli, cavolini di Bruxelles, fiori, viaggi, diamanti, gioielli, borse. E chi più ne ha più ne metta.

È iniziato tutto per caso: eravamo a un matrimonio, sabato, un matrimonio bellissimo vorrei sottolineare. “Facciamo colazione insieme domani mattina? Vieni da me, ti chiamo quando mi sveglio. Ti aspetto,dai, ti faccio il caffè. Ah, non dimenticare le brioche”. Con il sorrisino malizioso che solo mezza mela certa dell’amore della sua mezza mela può proporre a mezzanotte passata. Certo, come no. Vuoi non trovare un bar aperto domenica 30 agosto alle 10 e mezza?
Ho girato per quasi mezz’ora a cavallo fra due Comuni della Marca gioiosa e laboriosa (giudacane). Il primo chiuso, il secondo chiuso, il terzo non aveva brioche ma mi ha chiesto di aspettare l’infornata di 15 minuti dopo, il quarto chiuso, il quinto aveva finito le brioche (ormai erano le 10.45, sembra quasi ovvio che fossero finite le brioche da colazione, erano rimaste solo sfoglie con pere e cioccolata e crema e fragole, porcherie), il sesto aveva finito le brioche (senza contare che io avevo fatto colazione alle 9 quando mi ero svegliata), il settimo chiuso. Sono arrivata in centro, ho detto basta, non è possibile, entro al prossimo e compro quello che hanno. E le avevano. Ho comprato due brioche alla marmellata e una alla crema (non si sa mai, metti che ci sia anche il fratellino) e sono corsa dal mio uomo. Il quale, durante il mio infinito tragitto alla ricerca di una maledetta brioche, dopo essere stato messo a parte dell’odissea che si stava manifestando fuori dalla sua stanza, mi ha scritto un messaggino carico di affetto e tenerezza “Dai, vieni qui lo stesso”.
Se fossi arrivata alle 11 senza brioche me gavarìa magnà na reccia.
Invece la mia ricerca non è stata vana, e ho trionfato con ben tre paste da colazione. Ci ho messo mezz’ora, ma ne è valsa la pena.
E poi dicono che la cavalleria è morta.
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E questa sono io con gli occhiali di Fede, che mi stanno dando uno stimolo interessante per cambiare i miei, ormai giunti al termine della loro rossa carriera.
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