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Monday, September 14, 2009 - ore 18:18
Ho davvero paura.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non credo a ciò che leggo.. dopo i vari bavagli delle ultime settimane alle trasmissioni televisive con una voce diversa da ciò che si sente in TV (vedi cosa sta succedendo a Report, ad Annozero e a Ballarò).. dopo quel che è sucesso ai giornali (vedi Repubblica e lUnità)... dopo quel che succede ogni manifestazione di pensiero diverso con accerchiamenti di Carabinieri in tenuta antisommossa (ultimo caso Venezia per le persone del No Dal Molin in concomitanza con la manifestazione della Lega dove mangiano i bambini zingari...senza alcun accerchiamento)... dopo la tenaglia di bavaglio sempre più stretta che ormai da anni avanza in modo più vorticoso....
ci mancava solo quaesta....(facevano lo stesso anche prima tanto parola loro contro la tua.. ma ora....leggete un pò...)
DDL sicurezza: abrogata la norma che proteggeva il cittadino dagli abusi di un pubblico ufficiale Con la fiducia di oggi al Senato sul Ddl 733 B, la maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi, ha volutamente cancellato una norma che garantiva al cittadino di tutelarsi nei casi di sopruso perpetrato da autorità pubbliche. E’ stato abrogato infatti l’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 che prevedeva che i cittadini sono esenti da sanzioni «quando il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» abbia causato la reazione dei cittadini «eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni».
L’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288 disponeva, infatti, che non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 337 e all’articolo 339, comma 2, codice penale quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al reato preveduto nell’articolo 337 c.p. eccedendo con atti arbitrari i limiti delle proprie attribuzioni.
Quindi se un cittadino si troverà a protestare perché lotta per il proprio posto di lavoro o per rivendicare diritti cancellati e le forze di polizia caricheranno a colpi di manganellate, l’eventuale reazione di un cittadino inerme che vorrà soltanto difendersi da un eventuale aggressione immotivata da parte delle forze dell’ordine, darà luogo inevitabilmente all’arresto e non potrà denunciare di essere stato vittima di un sopruso.
Insomma più manganellate per tutti!
Nel codice penale, infatti, alcuni articoli puniscono la resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale con pene che possono arrivare fino a 5 anni di carcere. Grazie all’articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 il cittadino poteva denunciare l’eventuale sopruso che aveva subito.
Una norma tutt’altro che desueta, e anzi applicata spessissimo come ad esempio dalla Corte di Cassazione nel 2005 per ritenere arbitrario il fermo per accertamenti e l’ammanettamento di una persona infondatamente sospettata d’essersi sottratta alla sorveglianza speciale, poi l’ha di nuovo applicata nel 2006, quindi l’ha trattata nel 2008, senza contare che anche la Corte Costituzionale l’ha esaminata ancora nel 2007 nell’ordinanza numero 36.
Un “piccolo dettaglio” che i principali media si sono dimenticati di citare.
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