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Friday, September 18, 2009 - ore 14:23


il calore del sangue - Némirovsky
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Il ricordo degli anni passati riaffiorerebbero più spesso, se solo volgessimo lo sguardo verso la sua sublime dolcezza. Invece gli permettiamo di restare sopito in noi, o peggio di morire, di deteriorarsi, tanto che gli slanci di generosità che proviamo a vent’anni in seguito li bolliamo come ingenuità, dabbenaggine… I nostri amori, puri e ardenti, assumono l’aspetto turpe dei piaceri più vili. Quella sera a ritrovare il passato non era solo la memoria, ma anche il mio cuore. Quella collera, l’impazienza, la fame di felicità mi erano note. Eppure non era una donna in carne ed ossa ad alterarmi, bensì un’ombra, fatta della stessa sostanza dei miei sogni. Un ricordo. Niente che si possa toccare, o che sia calore: e di quale calore vuoi avere bisogno, vecchio essere dal cuore secco? Guardo la mia casa e ne rimango sconvolto. È mai possibile che proprio io un tempo tanto ambizioso, tanto dinamico, viva in questo modo, trascinandomi giorno dopo giorno dal letto al tavolo e di nuovo alletto? Come posso vivere così? Ho smesso d’esistere. Non ho più pensieri, non ho più amori, né desideri. A casa mia non ci sono giornali o libri. Mi addormento davanti al caminetto, fumo la pipa, accarezzo il cane. Chiacchiero con la domestica. Tutto qui, non c’è altro. Torna, giovinezza, torna. Parla attraverso la mia bocca."

" A vent’anni qualcuno fa irruzione nelle nostre vite, Si, uno sconosciuto, esuberante e alato, radioso, che ci accende il sangue, ci devasta la vita e se ne va, svanisce. Ma io voglio farlo rivivere, quello sconosciuto. Ascoltalo. Guardalo. Non lo riconosci? Ricordi il vasto corridoio bianco e freddo, il tuo vecchio marito (non Francois, ma il primo, morto da tanto tempo e il cui nome ormai non viene più pronunciato) nel suo letto, con la porta della camera socchiusa perché era geloso e diffidente, e io e te che ci baciavamo, e l’ombra proiettata dalla luce della lampada sul soffitto, l’ombra che a volte rivedo in sogno, che credevamo fosse me e te insieme? In realtà non era nessuno di noi due, ma il volto dello sconosciuto, simile a noi, diverso da noi e scomparso da così tanto tempo! "

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