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Tuesday, September 22, 2009 - ore 11:44 Scrutatore di foto e giornate Mi gingillavo con te a ipostatizzare la mancanza di una collocazione intramondana. Per donare almeno una causa di consolazione a quella nostra antifotogenicità, di quelle statisticamente preoccupanti in un mondo di immagini digitali, inflazionate, passibili di perfezione o correzione. Ma insomma, come si fa a controllare i muscoli della faccia se non abbiamo un posto? Poi arriva Italo Calvino a fare il terzo incomodo: "A pensarci, era strano: nelle fotografie formato tessera, novanta casi su cento, uno viene con gli occhi sbarrati, i lineamenti gonfi, un sorriso che non lega. [...] Le monache no: posavano di fronte all’obiettivo come se il volto non appartenesse più a loro: e a quel modo riuscivano perfette. Non tutte, si capisce [...]: bisognava avessero passato come una soglia, dimenticandosi di sè e allora la fotografia registrava quest’immediatezza e pace interiore e beatitudine. [...] Invece, quelli che restano a metà strada, i minorati, i disadattati, i tardi, i nevrotici, quelli per cui la vita è difficoltà e sbigottimento, in fotografia sono uno strazio." Forse perchè questa volta era lui che un po ci invidiava. Ma giuro che uscite a tre con lui non ne faccio più. LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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