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Wednesday, September 23, 2009 - ore 20:34
Somers Town
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ECCO ALTRO FILM CHE IN ITALIA SI STA BEN ATTENTI A NON MOSTRARE.... La storia di due sedicenni e della loro amicizia sullo sfondo della periferia londinese. Tomo fugge da Nottingham e non ha né soldi né casa mentre Marek si è trasferito dalla Polonia per seguire il padre operaio. I ragazzi trovano un po’ di conforto l’uno nell’altro e nell’ amore per la bella Maria.
Recensione:
A causa del ritardato arrivo della pellicola, Somers Town è l’ultimo film fuori concorso passato in extremis sugli schermi del Torino Film Festival. Bello e gonfio di malinconia questo nuovo lavoro di Shane Meadows in cui due ragazzi soli e con una vita non facile trovano un po’ di conforto nell’amicizia. Nel ruolo di Tomo ritroviamo Thomas Turgoose, l’ex-bambino che due anni fa fu protagonista di un altro bel film di Meadows, This is England. Un giorno Tomo prende un treno e arriva a Londra con qualche spicciolo in tasca, senza sapere dove dormirà e come potrà occupare il suo tempo. Fugge da Nottingham e tanto basta per convincerlo a trascinare il suo fagotto per le strade della capitale. Ben presto capisce la situazione pericolosa in cui si è cacciato ed è allora che per caso fa conoscenza con Marek. Quest’ultimo è un giovane polacco appena arrivato in Gran Bretagna con il padre che è operaio delle ferrovie.
I due formano da subito una strana coppia: lo sbandatello di provincia e il forestiero con la macchina fotografica sempre al collo. Sfaccendato l’uno, sfaccendato l’altro i due diventano amici e passano insieme intere giornate tra assurdi lavoretti per un vicino di casa trafficone, qualche furto fallimentare e frequentando il bar dove lavora la cameriera francese Maria di cui sono entrambi innamorati. Somers Town è un film pieno di grazia ma non certo inconsistente. La regia di Meadows dimostra un senso del ritmo e un’asciuttezza capaci di comunicare allo spettatore una visione della realtà di rara chiarezza e lucidità. Nell’arco di poco più di un’ora di film si ride di cuore (una scena strepitosa) ma si partecipa anche della disperazione sempre latente di questa umanità in bilico tra la speranza e il fallimento.
Il titolo del film si riferisce al quartiere a Nord della città in cui si svolgono le vicende. È lì che si trova la stazione di St. Pancras dove approda Tomo fresco fresco dalle Midlands e nei dintorni della quale vive Marek. In una scena, la stazione compare vista dal tetto di un condominio proprio come nella scena finale di High Hopes (1988) di Mike Leigh (ri)visto come Somers Town in occasione del Torino Film Festival. Come Leigh, Shane Meadows ha la sensibilità e il desiderio di mostrare al cinema la vita quotidiana di chi è nato senza particolari fortune né privilegi. Girato in un pallido bianco e nero, Somers Town è come uno schizzo a carboncino. La sua poetica sta nel tratteggiare i contorni di un frammento di vita evitando svolte tragiche e colpi di scena. Rispetto per esempio al precedente A Room for Romeo Brass (2000), anch’esso storia di un’amicizia, quest’ultimo film rappresenta un’imprevista svolta minimalista. Forse perché come Tomo e Marek anche Shane Meadows sogna Parigi e con questo lavoro rende quello che può sembrare un omaggio alla Nouvelle Vague.
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