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Monday, September 28, 2009 - ore 16:57


NON FATELO!!! Ma se proprio dovete farlo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non sotto ad un treno!!!!
ci sono molti modi eclatanti per farla finita:
impiccarsi al palo più alto del paese, magari il campanile della chiesa!!!
avvelenarsi con qualche sostanza tipo la stricnina...
bella la bava alla bocca!!!
schiantarsi contro un muro!!!
tagliarsi le vene, spararsi un colpo, darsi fuoco, toccare i fili dell’alta tensione, phon nella vasa piena d’acqua... ect ect...
tutti metodi che mostrano al mondo il vosto dolore, la necessità che avevate di attenzione da parte del prossimo...
ma non sotto ad un treno!!!
così nessuno vi piangerà; anzi tutti i passeggeri dei convogli bloccati su quella linea vi malediranno con tutto il loro essere.
due ore di ritardo sono tante.
sopratutto quando importanti piani serali vanno magistralmente in vacca a causa vostra.
prima dell’insano gesto, provare con un bravo psichiatra???
un pò costoso, ma chissà che non si trovi una meno drammatica soluzione!!!

in tutto questo grazie Trenitalia... per tenere la gente stipata in treno, senza dare spiegazioni, scuse o qualsiasi altra forma verbale di informazione a bordo del treno.
Grazie.


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[centre]Le mie parole sono sassi, precisi e aguzzi, pronti da scagliare, su facce vulnerabili e indifese, sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi, che accendono negli occhi infinite attese sono gocce preziose, indimenticate, a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato, un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato, sono foglie cadute, promesse dovute, che il tempo ti perdoni per averle pronunciate sono note stonate, sul foglio capitate per sbaglio, tracciate e poi dimenticate, le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire, lo ammetto strette tra i denti, passate, ricorrenti, inaspettate, sentite o sognate… Le mie parole son capriole, palle di neve al sole, razzi incandescenti prima di scoppiare, sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare, piccoli divieti a cui disobbedire, sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo che non mi riesce di spiegare fanno come gli pare, si perdono al buio per poi continuare Sono notti interminate, scoppi di risate, facce sovraesposte per il troppo sole, sono questo le parole, dolci o rancorose, piene di rispetto oppure indecorose Sono mio padre e mia madre, un bacio a testa prima del sonno un altro prima di partire, le parole che ho detto, e chissà quante ancora devono venire… strette tra i denti risparmiano i presenti, immaginate, sentite o sognate, spade, fendenti, al buio sospirate, perdonate, da un palmo soffiate
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