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Tuesday, October 06, 2009 - ore 10:25


Intesa san paolo vs Statale (quando un sogno diventa realtà!)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


mesi fa ho sognato l’anima del defunto Silente (...) che mi avvertiva che per accedere all’università avrei dovuto superare delle prove ardue...
minchia cià preso di brutto...
allora:
prima devi fare domanda di iscrizione e quindi
1) bollettno scaricato da internet
2)compilazione e pagamento in san paolo.

colloquio per accedere alla specialistica

dopo 5 giorni puoi pagare la rata
1) bollettino da internet (se non hai la stampante a milano sono tutti cazzi tuoi)
2) pagamento in san paolo (che non accetta banco posta... e se non hai 628 euro in portafoglio sono di nuovo cazzi tuoi)

dal bollettino avrai un codice

questo verrà usato per la registrazione on line che ti informerà del quando sarai convocato per libretto e matricola (cazzi tuoi se non hai la stampante per stampare il foglio per presentarti all’immatricolazione)

Per questo grazie...
state sviluppando in me capacità yogiche che non sapevo di possedere.

a questo aggiungiamo la disorganizzazione dei corsi...

Infinitamente grazie e spero che possiate morire tutti di morte lenta e dolorosa. (parlo delle testine di minchia della banca e dell’università)



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[centre]Le mie parole sono sassi, precisi e aguzzi, pronti da scagliare, su facce vulnerabili e indifese, sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi, che accendono negli occhi infinite attese sono gocce preziose, indimenticate, a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato, un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato, sono foglie cadute, promesse dovute, che il tempo ti perdoni per averle pronunciate sono note stonate, sul foglio capitate per sbaglio, tracciate e poi dimenticate, le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire, lo ammetto strette tra i denti, passate, ricorrenti, inaspettate, sentite o sognate… Le mie parole son capriole, palle di neve al sole, razzi incandescenti prima di scoppiare, sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare, piccoli divieti a cui disobbedire, sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo che non mi riesce di spiegare fanno come gli pare, si perdono al buio per poi continuare Sono notti interminate, scoppi di risate, facce sovraesposte per il troppo sole, sono questo le parole, dolci o rancorose, piene di rispetto oppure indecorose Sono mio padre e mia madre, un bacio a testa prima del sonno un altro prima di partire, le parole che ho detto, e chissà quante ancora devono venire… strette tra i denti risparmiano i presenti, immaginate, sentite o sognate, spade, fendenti, al buio sospirate, perdonate, da un palmo soffiate
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