ANNOTAZIONI SPARSE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In queste giornate patavine, fatti, pensieri ed incontri si sono susseguiti a ritmo incalzante...
La prima lezione del corso di paleografia: interessantissimo, ma decisamente impegnativo. Abbiamo cominciato con la lettura (e conseguente traduzione) di un manoscritto notarile del 1213... 2 righe in 2 ore e mezzo. Poi me ne sono tornata a casa con calma, attraversando tutta Padova a piedi (passando a salutare il Morandaz al Panstore e la polpetta al Sorrymama), fra piazze, portici e riviere... adoro le piazze alberate... verso sera, ultimamente, mi tornano spesso in mente alcuni versi di poesie di Emily Dickinson e Dylan Thomas.

Non scoprire la debolezza è lartificio della forza.
[E. Dickinson]
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Mi ci vogliono dieci paradossi
per ricomporre in me una verità...
[D. Thomas]Le mie giornate con l’
Uomo, avendo sempre in mente il “
noi”: il
Ciobar e l’
arrosto farcito con il purè di patate; il suo
sguardo intento che cerca il mio in mezzo alla folla; lui, povero, che parte in macchina alle 9 di sera per farmi contenta: dopo 20 giorni di imprevisti e contrattempi, abbiamo mangiato lo squisito
kebab del
Marrakesh Express; le
Kinder brioches per colazione con il latte caldo al cacao; il massaggio mattutino alla schiena... quando lavo i piatti, spesso mi ritrovo a pensare al
paradosso del gatto di Schrödinger...e a canticchiare
Alexander Platz di
Franco Battiato.

Serate dedicate agli
amici:
Bill SK con la sua apologia dei
Green Day, mi ha fatto tornare in mente
Dookie ed i miei 16 anni... e la mia grandissima passione per Billy Joe...
SARAbau ha apprezzato un tardivo regalo di Halloween...
Feck-U mi ha dato alcuni interessanti suggerimenti riguardanti il mio futuro e mi ha fatto scoprire una grottesca invenzione per commemorare i cari estinti...
Max ha aggiornato il menù e le novità sono decisamente entusiasmanti... prima o poi, mi sveglierò una mattina e mi ritroverò i
capelli color rosso Campari.

Nessuno mi capisce come
mia madre: passare con lei il sabato pomeriggio a zonzo per il centro, fra shopping e discorsi d’ogni sorta, passeggiando per il Ghetto, eviscerando la natura umana... la profondità, la bontà, la superficialità e la sensibilità delle persone... notare le tante
stranezze che ci accomunano, mentre tuffo il cucchiaino nella prima
cioccolata calda con panna di quest’inverno... Mamma ha capito che sua figlia, oltre a tutto il resto, è anche una convinta ed entusiasta
new urbanist: non si stupisce e va avanti con i suoi progetti.

Oggi è il 15 novembre... 50 anni fa, il
15 novembre 1959 si compiva il massacro di Holcomb (Kansas, USA)... Nel 1966,
Truman Capote, già autore di
Colazione da Tiffany, dà alle stampe
A sangue freddo (
In cold Blood), dove racconta del massacro della famiglia Clutter e dell’esecuzione di Perry Smith e Dick Hickock, inventando il genere del romanzo-reportage e non riuscendo più a tornare indietro dai
labirinti di “laggiù”. Ho scoperto
Mark Crick,
La zuppa di Kafka ed
Il sifone di Sartre: leggo
L’esistenzialismo è un umanismo e
La fine è il mio inizio (due facce di una stessa, multiforme, medaglia) e mi rendo conto di quanto mi piacerebbe
scrivere per vivere.

Domani è lunedì... osservo il mio pigiama con le porcelline, i calzini con i teschietti dell’Uomo e le mie peppeie a quadretti rossi e bianchi e mi rendo conto di quanto mi piaccia passare la
domenica a casa...