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Sunday, November 22, 2009 - ore 23:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Domani pomeriggio (o sera? che sono le sei del pomeriggio?) vado a vedere Enrico Brizzi che viene a Ferrara a presentare il suo nuovo libro:
La nostra guerra .
Enrico Brizzi è un mio coetaneo, è nato a Bologna nel 1974 ha scritto svariati libri e racconti dei quali nei ho letto uno solo (per ora): Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Pubblicato nel nel 1993, 19 anni. Io l’ho letto qualche anno dopo.. ed è un libro che mi è molto caro. Racconta la storia di due adolescenti che frequentano un immaginario liceo di Bologna: Aidi e Alex. Mi è caro perchè racconta una storia adolescenziale ambientata esattamente negli anni della mia adolescenza.. anche io frequentavo un liceo e leggevo il Piccolo Principe come la protagonista femminile, facendomi convinta che insegnasse anche uno stile di vita.. in qualche modo.
Il libro è scritto bene, col quello stile sincopato tipico dei romanzi giovanili dei primi ’90.. con gli incipit dei capitoli in minuscola e che sembravano continuare un discorso già iniziato nella testa dell’autore. E il titolo che non si capisce bene cosa c’entri con la storia... indubbiamente ha avuto il merito di far conoscere all’Italia l’esistenza di tale John Frusciante batterista (chitarrista! ero stanca ieri sera

) dei Red Hot Chili Peppers, che da poco avevano pubblicato il loro album migliore
Blood Sugar Sex MagiK (ho ascoltato Under the Bridge un milione di volte.. e non esagero!).
Questo romanzo sta anni luce sopra alle porcherie di Federico Moccia... racconta una storia che ha davvero la delicatezza e insieme la violenza dell’adolescenza. All’epoca mi sono identificata un po’ come tante nella protagonista Aidi che vuole avere con Alex un rapporto che sia oltre l’amicizia ma ancora platonico.. qualcosa di nuovo e non ancora visto..
Insomma sono curiosa di vedere questo tipo.
Oggi pomeriggio sono stata con un mio spassosissimo amico misantropo a vedere la mostra di Giovanni Boldini.. beh insomma a me Boldini non ha mai fatto impazzire e così è stato confermato. Comunque c’era davvero tanta gente.. non pensavo che potesse richiamare tanto pubblico

.
E dopo la mostra il peggio: attraversare il centro letteralmente pieno di gente

, con le luci di Natale e la gente con piumino e stivali col pelo.. eh mica siamo in Lapponia mi chiedo cosa si metteranno quando sarà freddo davvero. Sono acida. E’ il Natale che mi fa questo, sono come jack Skeletron di Nightmare before Christmas.. allergica. Non è che non piacciano le luci nelle strade e l’albero di natale in piazza (che per fortuna ancora non c’è).. è la gente che mi disturba. L’anno scorso una sera, anzi una notte, stavo tornando a casa dopo una cena prenatalizia coi colleghi e attraversavo il centro in bicicletta, non c’era un’anima viva e tutte le luci accese: era bellissimo, mi ha quasi commossa da quanto era bello. Ma quando c’è il carnaio si cancella tutto e non riesco a vedere niente di bello.. anzi mi viene tristezza.
E così stasera nell’attraversare il centro mi sentivo proprio distaccata.. sarò ormai sulla via della misantropia anche io.
E domani ho una giornata stressante.. una sintesi coi cianuri, che mi snerva per le mille precauzioni da tenere per non gassare nessuno compresa me stessa

Vado a dormire
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