BLOG MENU:



misia, 28 anni
spritzina di Pd
CHE FACCIO? guardo minzolini nanificarsi
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO

"Per me, ciccino mio"





HO VISTO

la vergine suicida.

i soliti finto artisti pervertiti del cazzo.






STO ASCOLTANDO









ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.





ORA VORREI TANTO...

Espatriare.

STO STUDIANDO...

Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:



OGGI IL MIO UMORE E'...

non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...


MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


Pulizie di fine estate.
Seguo chi seguivo.


BOOKMARKS


uscita d'emergenza
(da Musica / Cantanti e Musicisti )


UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 27951 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



Tuesday, November 24, 2009 - ore 21:51


Fine delle Trasmissioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Oggi ho visto come l’inerzia di una persona possa diventare acuto vittimismo da quattro soldi riuscendo a trasfigurare una situazione.
Ho visto anche la sottocultura di chi si accuccia al lato di un tavolo a parlar di "cultura"; tesoro mio caro non si parla di "cultura" ma la si fa, e tu purtroppo proprio non ci riesci, ma davvero puoi impegnarti quanto vuoi, ma finchè avrai la sostenuta immagine egoriflessa di te stessa come artista proprio non ce la farai, e poi detto così tra noi non è l’autostima che ti manca, quella ce l’hai, ma l’umiltà.
Detto questo come unico ed egoistico sfogo personale, mi piacerebbe, come ha detto ieri Ale, che in una qualsiasi trasmissione da Santoro, a Mi manda Rai Tre, a Ballarò e quello che volete, che si parlasse dei laureati, di quel reportorio di umanità lavorativa bistrattato, compromesso, umiliato: gli operai si arrampicano sulle cime dei sindacati, il laureato lavoratore invece, chi l’ha visto?? chi se ne occupa? possibile mai che un libero professionista laureato non ci sta nemmeno nelle spese tra partita iva e tasse?
Poi angolo coltura, io coltivo, non "culturo".

Fine delle Trasmissioni, vi presento Mario Schifano, giusto per gradire.


"Ritenuto da molti l’esponente di spicco della pop art italiana (sebbene lo stesso Schifano preferiva non essere inquadrato in alcuna corrente artistica), venne considerato l’erede di Andy Warhol.

Insieme ai "pittori maledetti" (Angeli, Tano Festa ecc.) rappresentò un punto fondamentale dell’arte contemporanea italiana ed europea; restano memorabili le sue esibizioni tra centinaia di allievi e appassionati con la creazione di dipinti di enormi dimensioni realizzati con smalti e acrilici.

Moltissimi dei suoi lavori, i cosiddetti "monocromi", presentano solamente uno o due colori, applicati su carta da imballaggio incollata su tela; l’influenza di Jasper Johns si manifestava nell’impiego di numeri o lettere isolate dell’alfabeto, ma nel modo di dipingere di Schifano possono essere rintracciate analogie con il lavoro di Robert Rauschenberg. In un quadro del 1960 si legge la parola "no" dipinta con sgocciolature di colore in grandi lettere maiuscole, come in un graffito murale.

Ancora oggi le opere realizzate negli anni sessanta restano di incredibile attualità. Tra le più importanti, vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari (Coca-Cola ed Esso in primis) alle biciclette, ai fiori (omaggi a Andy Warhol) e alla natura in genere (tra le serie più famose troviamo i "Paesaggi anemici", le "Vedute interrotte", "L’albero della vita", "estinti" e i "Campi di grano"). Riguardo al marchio Esso, dobbiamo ricordare i cinque esempalri nei colori: bianco, rosso, blu, giallo, verde, tutti pezzi unici, sparsi nei musei fra Europa ed America. L’esemplare blu, unico, presumibilmente ancora in territorio italiano, venne ceduto dalla galleria Pieroni di Pescara ad una importante famiglia Piemontese.

Appassionato studioso di nuove tecniche pittoriche, fu tra i primi ad usare il computer per creare opere, e riuscì ad elaborare immagini dal computer e riportarle su tele emulsionate (le "tele computerizzate"). La prolificità dell’autore, e l’apparente semplicità delle sue opere, ha portato alla creazione di un numero impressionante di falsi che hanno inondato i mercati, soprattutto dopo la sua scomparsa. Tra i primi a sperimentare innesti tra pittura e altre forme d’arte come musica, cinema, video, fotografia, l’ultimo periodo[1] di produzione di Schifano è particolarmente segnato dai media e dalla multimedialità, interrotto soltanto da alcuni cicli più prettamente “pittorici”, in una fase di piena coscienza del proprio ruolo di artista-uomo del suo tempo.

Vicino alla cultura pop e all’ambiente musicale beat, sulla falsariga di Andy Warhol che aveva scoperto e prodotto i Velvet Underground, collaborò con un complesso, Le Stelle di Mario Schifano, che incise un album alla fine del 1967, con una copertina disegnata da lui stesso; inoltre disegnò copertine per altri gruppi italiani, come l’Equipe 84. Nel 1971 realizza un film documentario dal titolo Umano non umano, il quale vanta la presenza di diverse figure di spicco tra cui Adriano Aprà, Carmelo Bene, Mick Jagger, Alberto Moravia, Sandro Penna, Rada Rassimov, Keith Richards.

Appassionato di ciclismo, ha disegnato per due volte la maglia rosa. Muore a 64 anni, dopo una vita di eccessi e sregolatezze, in cui ha sperimentato il carcere, a causa della droga, il manicomio, e un tentativo di suicidio"


Un cortocircuito tra interno ed esterno, finestra del mondo e occhio fotografico, tubo catodico e fisiologia di una mano sempre graziosamente impulsiva.Scorrevole e delicato il passaggio sul mosaico di fotografie disposte in migliaia di esemplari, esemplificazione moltiplicata di un tassello infinitamente bidimensionale su cui scorre velocemente l’artista con la sua mano e l’occhio dello spettatore col proprio sguardo.Sotto la mano dell’artista, prima, e l’occhio dello spettatore, dopo, transitano immagini appartenenti al campo affettivo e a quello sociale, in cui un intreccio tra il sentimentale e l’esplorativo, secondo una frequenza volubile di tempo e spazio. Schifano si conferma artista totale, produttore di un’arte istantanea che sintetizza nell’occhio e la mano uno spaccato di vita senza soluzione di continuità.Un eclettismo stilistico guida l’occhio o regge la mano di Mario Schifano che non si identifica mai con l’oggetto o il personaggio televisivo sottratto dal piccolo schermo e miniaturizzato sulla superficie della Polaroid con un cerimoniale aggiunto, una svelta decorazione pittorica che sigilla l’immagine.L’assemblaggio visivo avviene fuori da qualsiasi ordine progettuale, ma segue il dettaglio di un accumulo che genera ogni volta un diverso statuto iconografico.È lo stile dunque a determinare la realtà dell’arte che non si mette in competizione col mondo ma stabilisce un accento di originalità sorprendente e leggero.
Achille Bonito Oliva: "Il cerimoniale aggiunto"



LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30