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Friday, November 27, 2009 - ore 09:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Stamattina sono in vena di raccontare storie, come i vecchi, per rassicurarsi un pò sugli avvenimenti delle cose, oppure per il gusto di parlare alle otto di mattina e basta.
Partiamo dal principio. Mia mamma non era sola, non nel senso non era sola sulla faccia pluripopolata della terra, non era sola già dal principio, cioè nella pancia della sua mamma, di mia nonna per intenderci.
Ce ne sono due, due piccoli riassunti di esseri umani, però come già da secoli succede sulla terra, non pensate che lì dentro le cose vadano bene, lo spazio è poco e ci si arrangia come si può, ma sopravvivono entrambe e nascono presto, all’inizio del settimo mese di gravidanza. Era il 1960, in un piccolo paese della provincia di Lecce, ed io non sono Lucarelli, per cui continuo semplicemente, dicevo era il ’60 e di incubatrici non ce n’erano.
Nasce la sorella di mia madre, tre chili, sana e strilla forte, qualche secondo dopo nasce mia madre, nemmeno un chilo; i racconti di chi ci fu vogliono che le fu detto che sembrava un topo e che non aveva nessuna prospettiva di vita, prematura e sottopeso. Tutti la lasciano perdere perchè credono di avevere in mano i fili delle parche, tranne mio nonno, a cui sono sempre piaciuti gli esseri sbilenchi, e che se ne stava sempre in silenzio in mezzo alla ciarle cattoliche di mia nonna (avete già capito a quale nonno sono più affezionata, vero?), comunque dicevo, è stato lui a prendersene cura quando anche mia nonna la dava per spacciata.
E invece, beh, invece se sono qui a raccontarvi la storia l’avrete già capito, mia mamma è sopravvissuta. Sua sorella gemella, no, morì dopo un mese.
Questa storia abbastanza ironica, se uno riesce a far dell’ironia sulla vita e sulla morte, è saltata fuori una settimana fa, quando con la mamma siamo andate in giro per dottori, e adesso arrivo al punto di tutto. Un medico ricercatore dell’Università ha fatto l’anamnesi più completa che io abbia mai sentito, è praticamente partito da quel giorno, da quando mia madre ha iniziato a fidarsi del suo papà. Mia mamma ha raccontato al medico questa storia, si è autodichiarata scherzo della natura, il medico le ha risposto che era lei la più "forte", mia mamma ha ribattuto "no, era mia sorella, perchè io non arrivavo nemmeno al chilo", al che il dottore ha proferito, "Signora era lei la più forte perchè lo era mentalmente".
Ora succo del discorso, io non devo sopravvivere al chilo, che l’ho già passato da un pezzo, ma sentirmi dire che si sopravvive e si va avanti anche con la testa, bè, in questo periodo è utile.
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