
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Sunday, August 08, 2004 - ore 17:30
televisione d'agosto
(categoria: " Cinema ")
Non te lo aspetti di trovare un film decente di domenica pomeriggio nella settimana prima di ferragosto. Io ero davanti alla TV a mangiarmi un gelato
(ho evidentemente perso il contatto con il mio corpo e chiuso in un cassetto dentro una scatola chiusa a chiave i miei nuoni propositi di dieta) in attesa del nuovo diluvio universale che si sta avvicinando velocemente.
E allenandomi nello zapping mi sono imbattuta in
Vacanze in America: potevo chiedere di meglio?
L'ho visto mille volte ma non riesco a farne a meno.. Don Buro impersonato da un meraviglioso De Sica, con Pio ovvero Jerry Calà, più Claudio Amendola in versione post adolescenziale e Chicco dei ragazzi della 3C.
Il cinema italiano di queste cose ci viveva, ma adesso non c’è produzione che torni ai fasti degli anni ottanta con il film
trash.
Battute che non fanno più ridere ma volti familiari a ogni teledipendente e non, con attori – chiamiamoli interpreti - senza pretese che se ne sbattono delle scarse capacità recitative loro e dei colleghi sbizzarrendosi in un walzer di idiozie e espressioni inebetite e apatiche.
E poi c’è quel fantastico mix di
accenti e dialetti, perché in America non ci hanno mandato solo i burini romani o il prete abruzzese, ma anche un provolone milanese, un marchesino della capitale, una specie di nerd fiorentino, e ogni personaggio prende vita già nel copione, ancora prima di avere un viso.
Il viso arriva poi a fare da contorno, perché ognuno dei partecipanti ha caratteristiche proprie che non possono essere intaccate dall’interprete scelto.
Scene patetiche, ciack demenziali di basso livello,
stereotipi, luoghi comuni, inglese maccheronico e americani standardizzati.
Ma è giusto così. A noi sto film piace per questo.
A settembre a Nuova York ci vado io: ma senza
don Buro non sarà lo stesso!



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