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SqualoNoir, 38 anni spritzino di Pd CHE FACCIO? Mi batto Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO APPUNTAMENTI HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Wednesday, December 09, 2009 - ore 14:11 Davide Rossi, un violinista alla corte del rock "Quando mi sono ritrovato sul palco accanto a Neil Young non mi sembrava vero, ho divorato il suo Harvest, per me è un mito". Parola di Davide Rossi, 39 anni, 15 dei quali trascorsi fra Londra e Copenhagen, dove vive attualmente con compagna indigena e relativi figli. Cè lui – e i suoi violini - dietro agli archi di Viva la Vida dei Coldplay, giusto per rivelare una delle sue ultime, preziosissime collaborazioni. Un violinista alla corte del rock. Partito nel 1994, quando si rende conto che la classica non fa per lui: "Per questo – dice a Repubblica – già collaboravo con i gruppi della scena rock alternativa in Italia, i Mau Mau, gli Afterhours, il primo Vinicio Capossela. Poi un amico mi consigliò i corsi di Robert Fripp a Londra, così presi le custodie con i violini, feci le valigie e partii. Mi pagavo le spese con le paghe dei concerti dei Casino Royale e dei Mau Mau. Ho seguito Fripp praticamente in tutta Europa". Da lì parte tutto. La frequentazione con Fripp gli vale un sacco di contatti, fra cui quello di Peter Hammill dei Van Der Graaf Generator. Dopo, a notarlo sono i Goldfrapp, duo elettronico britannico. Ed è una sequela: arriva Siouxie, gli strepitosi danesi Royksopp, lavora addirittura con i Verve per Forth. La svolta vera, quella del salto definitivo, arriva nel 2006 con i Coldplay e il lavoro su vari brani del disco Viva la Vida, fra cui la stupenda title track. Rossi diventa uno dei principali collaboratori esterni del gruppo, a stretto contatto con Brian Eno e Jon Hopkins. E alla fine, quando quella intro di archi sfonda in tutto il mondo, è proprio Chris Martin a chiamarlo per ringraziarlo del suo contributo. "La differenza la fanno infrastrutture e mentalità – dice Davide Rossi dellItalia – la musica in Inghilterra ha unimportanza vitale per la gente. È unindustria vera, che crea infrastrutture per proiettarsi allesterno. Da noi si pensa a ciò che può funzionare in Italia, e infatti funziona solo lì". LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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