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Saturday, December 12, 2009 - ore 22:14
Raggi di luce
(categoria: " Vita Quotidiana ")
si avvicina il Natale.. e a casuccia brambilla è momento di scelte famigliari.
Che si fa a Natale?
oggi con mamma sono andata da mia zia e cugina...
Allora :
1.Io, preferendo i grandi ritrovi famigliari (zii,cugini, cani etc...), ho optato per gran pranzo tutti insieme (nonna aveva una gran sala vicino al cortile e un gran carattere e così son cresciuta a suon di ritrovi -dosati- tra parenti...sapete dove tutti parlano,si alzano,si muovono....).
2. a mia mamma piace mangiar fuori (e così il natale risulta un’occasione per uscire in famiglia...)...a mio papà lo stesso...ma decisamente il Natale non è il momento ideale (se non per mia mamma che riuscirebbe a mantenr calmi i rapporti ......probabilmente con le feste diventano più tesi.......-attraverso i climi moderati e lo sforchettio tintinnante dei ristoranti-)
3. sia a me che a mamma piacerebbe radunar i parenti.. ma .. ma .. ma... a quanto pare per vari motivi non si può...
4. così accontentiamo tutte e due e questo fine settimana se ci si riesce gran pizza con tutti...(anche se non è la stessa cosa del salone della nonna)
5. Natale probabilmente si farà a casa casuccia in sobria festività...
Le notizie intanto in questo periodo brillano di luce... come le corna sagge del "Mosè di Michelangelo" (tema trattato all’esame di "Psicologia dell’arte" che mi aveva particolarmente colpito per la sua posizione così statica e dinamica allo stesso tempo, per la sua estrema rappresentatività tra divino e umano...)
Mosè viene rappresentato in posizione seduta, con la testa barbuta rivolta a sinistra, il piede destro posato per terra e la gamba sinistra sollevata con la sola punta del piede posata sulla base. Il braccio sinistro è abbandonato sul grembo, mentre quello destro regge le tavole della Legge, mentre la mano arriccia la lunga barba. La statua, nella sua composizione, esprime la solennità e la maestosità del personaggio biblico. Per quest’opera, Michelangelo si rifà al San Giovanni Evangelista di Donatello, riprendendone la carica di energia trattenuta, resa manifesta nel volto contratto e concentrato, ma aumentandone la carica dinamica grazie allo scatto contrario, rispetto al corpo, della testa.
I corni sulla testa di Mosè rappresentano raggi di luce. Infatti nella Bibbia è riportato che Mosè scendendo dal monte Sinai aveva due raggi che partivano dalla sua fronte. In ebraico "raggi" si scrive "karen", che però nelle varie traduzioni è stato trasformato in "keren" (corna) anche perché nel Medioevo si riteneva che solo Gesù potesse avere il volto pieno di luce. Secondo lo psicologo analista junghiano James Hillman «quelle corna collocate lì da Dio o da San Giovanni Evangelista restituiscono a Mosè ciò che aveva voluto separare e allontanare: Dio e l’animale, la legge e l’istinto, il dovere e il piacere, il monoteismo ebraico e il politeismo egiziano».
È legato a questa scultura l’aneddoto secondo il quale Michelangelo, contemplando la stessa al termine delle ultime rifiniture e stupito egli stesso dal realismo delle sue forme, abbia esclamato "Perché non parli!?" percuotendone il ginocchio con il martello che impugnava.
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