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domenica 20 dicembre 2009 - ore 14:01


A W.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Qualche metro di terra, una cassa e ora anche un bel pò di neve ci separano.
Basta questo a far finire un’amicizia? Basta questo a farci dimenticare di te?
Ci sei, sei con noi, non manchi di mandare segnali di te.
Sono egoista se ti dico che come regalo di Natale vorrei salutarti come si deve? Sai, come nel mio sogno, in cui eravamo ad una pizza e tu eri tornato solo per salutarci. E tra la felicità di ritrovarmi di nuovo nell’abbraccio che tanto mi era caro, ecco spuntare l’angoscia di sapere che il tuo saluto non era che una parentesi ad una nuova separazione, senza scampo. Piano piano poi ha iniziato a venir fuori un’ansia via via più grande, un’assurda paura di ferirti. Te che me la indicavi felice e io che non sapevo come dirti che sta con un altro, che ha fatto presto a sostituirti.
Perdonami, non riesco a non odiarla. E’ più forte di me. E mi fa un male che non sai. La detesto come non ho mai detestato nessuno fino ad ora. Ho cercato di evitarla, in tutti i modi, ma mi piomba sempre tra i piedi, come il prezzemolo.
O come il tuo numero di cellulare, il tuo indirizzo e-mail, il tuo msn che sono lì e che mi danno per brevi istanti la sensazione di poterti contattare di nuovo, di risentire la tua voce, di rifare una delle nostre interminabili chattate online.
Ed arriva Natale e se per noi è doloroso ritrovarci a fare i preparativi senza il tuo entusiasmo, pensa ai tuoi genitori... Pensi che il regalo che abbiamo pensato per loro possa sostituirti? Non credo proprio.
Ci mancano le parole per consolarli, per non far loro odiare la festa in cui si festeggia la nascita di Gesù. Cosa hanno da festeggiare se tu non ci sei più?
Mi vergogno così tanto a non saper trovare un modo per alleviare il loro dolore, è un peso così grande che mi opprime il cuore.
Ho ascoltato tantissime voci: preti, amici, conoscenti, buonpensanti, cinici. Dicono che stai meglio, che dove sei tu non esistono dolore nè sofferenza. E’ davvero così? Dimmi di sì ti prego, è l’unica consolazione che mi è rimasta. E’ così difficile andare avanti col buco che hai lasciato dentro ognuno di noi.
Perdonami, ma davvero per questo Natale ti rivorrei indietro.

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