
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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domenica 20 dicembre 2009 - ore 14:33
Nevismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ovvero
Nevica, governo ladroVuoi mica sminuire il valore della neve in confronto a quello della pioggia. Perché, dico io, perché la pioggia con le sue semplici gocce d’acqua dovrebbe godere di un insulto di stampo politico istituzionale? Ed essere portata ad esempio di mala amministrazione, di catastrofe naturale e impedimento viabilistico? Perché non anche la neve, dico io, questo dramma umano che invade le nostre città e stimola sentimenti di ipocrita ammirazione? La neve ha un impatto decisamente più devastante. A parte che si nota subito perché il panorama cambia colore, ma vuoi mettere fra una goccia di pioggia e un fiocco di neve? Non c’è proprio paragone.
Neve con caneIo, che non amo fare distinzioni, le odio entrambe. Ma mentre nell’odio verso le cascate d’acqua dal cielo mi trovo sostanzialmente concorde con la parte sana dell’italica popolazione, quando nevica il paradosso emerge in tutta la sua potenza. La gente ama la neve.
La gente ama la neve in città. Forse è per potersi incavolare col Comune o chiunque possa avere avuto ruolo in merito alla pulizia delle principali arterie automobilistiche, e quindi una valvola di sfogo dopo aver cercato regali per prozie antipaticissime nel caos infernale del porfido all’interno delle mura. Non vedo altra soluzione. Capisco la casalinga con il supermercato sotto casa, comprendo i bambini che fanno palle e pupazzi di neve nel cortile della scuola, simpatizzo con i nonni davanti al caminetto, affacciati a una finestra che trasmette un unico canale bianco, con interruzioni di macchine nei fossi e presuntuosi fuoristrada quattro ruote motrici; offro la mia spalla al rappresentante, al commerciante, al barista del mattino, a ogni lavoratore, autonomo e dipendente, che si sveglia la mattina pronto a subire un’altra giornata di otto o più ore. E vede la neve.
Piove governo ladro, si usa dire. La pioggia, fenomeno meteorologico fastidioso quanto più sottile e invadente, scende in campo per la polemica contro parlamento, camera, senato e commissioni. Piove governo ladro, diciamo lamentandoci di qualche centimetro d’acqua sotto i piedi, del dover tenere l’ombrello, degli stivali di gomma. Ma c’è di peggio, ed è la neve.
Sì, sono un’inguaribile polemica intollerante.
Sono intollerante ai bambini in balia di genitori incapaci, che guardano la loro percuotibile prole mentre spegne e accende con vigliacche manine gli interruttori della pizzeria, come se quei bambini e nessun altro fossero padroni del mondo e unici, incontrastati sovrani della luce.
Sono intollerante alle comitive in gita turistica all’Acqua & Sapone, che si fermano all’ingresso perché “ommioddioilbagnoschiumaa99cent”. Ignorando il paese dal quale la dozzina proveniva (la scoperta dell’igiene personale può essere traumatica), mi sono limitata a un’occhiata di sdegno invitando la guida (Cristo santo la guida li ha portati all’Acqua & Sapone) di farsi più in là perché c’è gente che ha da fare.
Sono intollerante alle attese fuori misura, ai battibecchi inutili, alle spese superflue, a chi si lamenta per piaggeria, al servilismo e al paraculismo.
Sono intollerante alle suonerie idiote del cellulare, agli automobilisti arroganti in centro storico, alle commesse che cercano di venderti quello che non vuoi, alle ragazzine con le ballerine quando c’è la neve.
Neve con mammaE sono intollerante alla neve se non posso stare in casa a guardarla scendere con un bicchiere di vino rosso in mano. Magari un brulè, va’. È bella la neve, mica dico di no. È bella se sono in vacanza in montagna, ad esempio, e non devo mettermi in strada se non prima di due giorni. È bellissima il giorno di Natale, che ti svegli e sembra che abbiano sparso cotone su tutta la campagna intorno, ma non più di 10 centimetri. Ci sono momenti e occasioni perfetti, per la neve. Non dovrebbe nevicare quando vado a lavorare. Quando devo prendere un autobus. Quando mi mancano ancora una buona parte di regali. Non dovrebbe nevicare semplicemente quando ho da fare.
Treviso con neve

Interpellatemi, prima, signori emissari dell’Eterno. Se poi è tutta una scusa per mettermi in difficoltà e rendermi ancora più invisa agli occhi della gente, io maledetta cinica odiatrice di nevi, allora ditelo, eh.
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