(questo BLOG è stato visitato 30499 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Wednesday, December 30, 2009 - ore 23:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
dice wikipedia: [Santo] Stefano (... – Gerusalemme, 36) è stato il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è il protomartire cristiano, cioè il primo ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il racconto del suo martirio ci viene dagli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli che il suo martirio, avvenuto per lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione.
non me ne frega niente di Stefano. non sapevo neanche chi fosse nè cosa volesse. mi sono servito di lui come mi servo della mitologia cristiana per introdurre i pensieri di stamattina. mi sveglio e penso a lei, donna malefica.
non è una ragazza, è una donna, intesa come genere sessuale opposto all’uomo. il fatto che ne parli in questi termini rivela l’ossessione che mi porto dentro. da una parte lei, rossa conturbante, e dall’altra io, a guardarla come si guarda Salomè o una novella Teodora: attrice, prostituta, imperatrice.
fino a quando non la vedo sto bene, mi convinco di stare bene. poi la scorgo tra la solite facce, e cado nel Muspilli. parliamo un po’, lei ha quel solito sorriso a metà tra il suadente e lo schernitore. quegli occhi verdi tra la pelle incorniciata da rossi capelli. che figa, pensi mentre le parli. no, l’espressione non è quella corretta, non è figa: è solo carina. ha pure un po’ il culo largo. ma non te ne frega niente.
chissà se vede la mia voglia di tenerle il pene sulla bocca, su quella carne chiara da mordere. non è timida nel raccontarmi le sue vicende amorose. non sono invidioso. non è vero.
alla festa c’è anche un tuo buon amico. potrebbe limitarsi alle altre ragazze che ci sono, e invece decide di provarci con lei. tu guardi. gli romperesti un bicchiere in faccia e te la porteresti via. già prima hai tentato di convincerla ad andare ma lei voleva restare. parte l’ira profonda. allora capisci che non ce l’hai nè con lei nè con lui, ma solo con te. la prendi con filosofia, vedi come le cose evolvono, non vuoi entrare in competizione. forse è proprio questo il problema, non vuoi neanche pensare di doverti misurare con qualcun altro per averla. non è necessario, non la vedi neanche più come una ragazza: diventa un feticcio, un involucro sensuale dal cuore incorporeo. la dea puttana del piacere.
lui è più sbronzo di te. regge meno l’alcool e questo lo rende un rompicoglioni. gli sbirri se ne sono appena andati, qualcuno ha fatto più casino del dovuto. per questo motivo la barista vi caccia, tu ti incazzi con lui perché non capisce di doversi dare una regolata. lui ti ascolta e capisce. odi chi non sa bere. ma sai anche che in te parla l’invidia; se lei fosse tua il mondo terrebbe un’orbita diversa e lui potrebbe fare tutto il bordello che vuole. allora gli offri da bere, provi un piacere strano a nutrire la serpe in seno. lui ha finito i soldi e ti ringrazia con grandi pacche sulla schiena, ’sei un grande, ragazzo ti stimo’ dice. la gente che da sbronza non riesce a trattenersi non la sopporto. sia quelli così espansivi sia quelli più tranquilli. poi pensi che non è vero neanche questo: è lei che cambia il segno a tutto.
stamattina mi sveglio di merda. quando mi sveglio di merda ho spesso dei pensieri fissi che mi nuotano in testa. sento ancora l’alcool che mi scorre dentro, lentamente il sangue lo diluisce. mi tornano in mente le parole di Hesse nel Demian: We stood before it and began to freeze inside from the exertion. We questioned the painting, berated it, made love to it, prayed to it: We called it mother, called it whore and slut, called it our beloved, called it Abraxas....
ecco, lei è Abraxas: madre, puttana e amata. la dea del postribolo.
ma sei cosciente che sia da infanti rendere troia la donna che ti piace solo perché non puoi averla. che pensiero da borghese, misurato su quel senso della rispettabilità che tanto odi.non hai la forza di aprire il balcone, la luce ti terrorizza. oggi non riuscirai ad affrontare il mondo. hai pure finito le sigarette. fatemi una flebo di alcool e laudano. Non pensare.
LEGGI I COMMENTI (4)
PERMALINK