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Friday, January 15, 2010 - ore 20:03 Per la consecutio, per companera, per il dottore da cui mi dimentico di andare La stazione che faceva strage del mio senso dell’orientamento, il tuo cappotto che era nero ed il vino genuino e clandestino. Loro c’erano. Ma anche il mutoide mignon da compagnia c’era e con lui, le spille in saldo e la montagnola di vestiti. Ci si potevano tuffare le mani dentro, in quella montagnola: come nella casa delle bambole, all’inizio. Solo che quella del centro XM24 era un po’ più colorata di quella di Ka-tzetnik e noi non avevamo calcolato che le forbici venivano fuori comunque. Che si trattasse della scena seguente, risulta ora un volgare dettaglio. C’era poi un portafogli perduto e c’eravamo noi ritrovati. Anche se col kebab di traverso. E tu che facevi professione di realismo contro le mie trasfigurazioni. Ed io che arrivavo in ritardo cronico rispetto al tuo stare bene o stare male. Quelle proprio fuori tempo erano le voci per la strada, invece. La luce spenta ed il moschettone in mano fin dopo Piazzetta della Pioggia: conseguenze. Perchè la sintassi deve sostituire la terapia e la consecutio non è un’opinione. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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