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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Thursday, January 21, 2010 - ore 00:59 CARO MARCO Quando più di un anno fa mi hai spedito quella busta gialla con dentro ritagli giornale, bustine di zucchero, volantini e quel biglietto che recitava ’aspetto un’emozione sempre più indefinibile’, ho pensato che fosse per me. Balle. Ha sintomi strani la malattia dello sradicamento. Ieri sera ci perdiamo nella nebbia e il tram 14 gira verso Angerbrucke solo per noi. Francesca ci viene a prendere con la fame nelle tasche e ci fa scoprire il vegano-nazi frei e lo Shaub e tutte le gallerie per cui ha fatto delle foto. E’ un quartiere strano Plagwitz. Deserto. Poi segui una lampadina rossa, sali una rampa di scale e ti ritrovi in un appartamento occupato pieno di macchine da scrivere, una riserva protetta di esemplari maschi eterosessuali (guarda! un uomo che flirta con una donna... mi dici, come se fossimo allo zoo intente in uno studio di etologia), spettacoli di burattini, il ticchettio ininterrotto dei tasti, un cane che gironzola a suo agio in mezzo a tutta quella baraonda di frangette, capelli lunghi, bottiglie di birra. Mi siedo ad una macchina da scrivere. Ripenso a mio nonno, quello in una foto in bianco e nero che non ha una voce, un odore, quello da cui hai ereditato la passione per le tue Olivetti, la stessa passione che mi hai fatto nascere tu, papà. E allora lo scrivo. Lo scrivo perchè per una notte non mi va di pensare alle persone che mi hanno tradita restando zitte mentre altri parlavano male di me, a quelle persone che io continuo a proteggere nonostante ogni vicessitudine, alle valigie mezze piene o mezze vuote, a questo tempo che mi scivola dalle mani e a quello che non avrò più al mio ritorno. Lo scrivo e ti abbraccio. Che non aspetto più un’emozione sempre più indefinibile. Perchè. E. Adesso. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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