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Thursday, February 11, 2010 - ore 15:50
I CAVALIERI DELL’APOCALISSE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I Cavalieri dell’Apocalisse sono quattro figure mitiche nominate nell’Apocalisse di Giovanni 6,1-8 e successivamente presenti nella cultura medievale. Sono quattro cavalieri, ognuno legato a una disgrazia, che cavalcherebbero sulla terra il giorno dell’Apocalisse, segnando la fine del mondo. I loro nomi sono: "Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte".
I quattro cavalieri non sarebbero portatori di libertà ma porterebbero rovina e distruzione in tutto il mondo dando inizio alla Fine del mondo. Nell’Apocalisse i quattro cavalieri vengono rappresentati come mali intangibili e inevitabili che l’umanità si porterà avanti fino allo sfociare della totale perdizione del genere umano.
Il cavallo bianco
Il primo dei quattro cavalli, porta con sé un arciere a cavallo, quindi abile nell’uso delle armi, simbolo di supremazia bellica.
Un confronto con il Salmo 45 versetti da 4 a 7, che parla della venuta del Messia, evidenzia notevoli somiglianze. Giovanni, che conosceva bene questo Salmo, alla vista del primo cavaliere molto probabilmente ha pensato al Messia Gesù Cristo. L’interpretazione di molti è pertanto che il cavaliere sul cavallo bianco altri non sia che Gesù Cristo nella sua seconda venuta quale Re incoronato da Dio per eseguire un giudizio.
Il cavallo rosso
Il cavaliere dal cavallo rosso possiede una spada affilata e potrebbe rappresentare l’Ira di Dio che si abbatte sulla Terra, difatti gli viene concesso il potere di uccidere e di infondere il desiderio agli uomini di sgozzarsi a vicenda.
Il cavallo questa volta però è rosso fuoco, colore mai associato alla giustizia o alla santità, ma piuttosto ha quasi sempre nella Bibbia, e in particolare nell’Apocalisse, una connotazione negativa, ed è associato ai nemici di Dio (Vedi altri simboli dell’Apocalisse come il "gran dragone color rosso", la "bestia selvaggia colore scarlatto", la "grande meretrice vestita di porpora"...); Visto che la spada nella Bibbia è il simbolo della guerra per antonomasia, questo cavaliere può essere inteso come simbolo della guerra, ma a differenza del primo, che conduce una guerra mirata, selettiva e approvata da Dio (cavallo bianco, cavaliere incoronato e arco come arma), questo cavaliere può rappresentare la crudele guerra internazionale promossa dagli uomini, con il suo inutile bagno di sangue e le sue sofferenze.
Il cavallo nero
Il terzo cavallo sembra non fare uso di armi, poiché è portatore di una bilancia, quindi il cavaliere potrebbe portare un segnale di equilibrio, ma anche di carestia, con cui si potrebbero pesare i viveri rimasti.
Il cavallo verde
L’ultimo cavallo porta sulle proprie spalle La Morte, rappresentata come uno scheletro che cavalca appunto un destriero scheletrico; nella Bibbia è scritto che ha il colore dei cadaveri in putrefazione (verde) ed è il simbolo propriamente della pestilenza.
La successione dei quattro cavalieri non è esplicitamente cronologica, ma ci si può aspettare che in effetti i quattro eventi legati a ognuno dei cavalieri si susseguano, pur non essendo per forza l’uno conseguenza del precedente. Partendo dal secondo cavaliere, comunque, si può notare come in effetti sia logico pensare a una sequenza di eventi più volte ripetuta nel corso della storia: Guerra, poi Carestia, che porta alla Pestilenza e come effetto dei tre la Morte (che infatti segue l’ultimo cavaliere) di milioni di persone.
Resta il fatto che Giovanni aveva già visto guerre, carestie e pestilenze, e dopo di lui ce ne sono state ancora. Quindi la visione può riferirsi a guerre, carestie e pestilenze successive all’uscita del primo cavaliere. L’identità del primo cavaliere è secondo molti la chiave di volta per interpretare tutta la visione. Se il primo cavaliere fosse Cristo nella sua seconda venuta, resta difficile spiegare come dopo il suo giudizio vengano ancora guerre, carestie e pestilenze. Ma il fatto che il primo cavaliere esca "vincendo e per completare la sua vittoria" può significare che dall’incoronazione di Cristo al suo effettivo intervento negli affari umani ci sia un lasso di tempo in cui si verifichino gli eventi legati agli altri cavalieri, in scala ancora maggiore rispetto ai periodi storici precedenti. Una tale interpretazione concorderebbe pienamente con altre profezie bibliche riguardanti il periodo storico chiamato gli ultimi giorni, o presenza (parusia) di Cristo, come le scritture di Matteo capitolo 24, Luca capitolo 21 e 2 Timoteo capitolo 3.
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