Schegge di normalità... anche se non è propriamente il caso di usare l’aggettivo “normale”, riferendosi al mio stile di vita... in questo periodo, non percepisco il continuum dell’esistenza, ma solo frammenti isolati di essa...
.jpg)
Pure questo
week end sono riuscita a salire a
PD dall’Uomo, focalizzando me stessa sui preziosi
momenti della mia
routine padovana: la
pizza del giovedì sera... la maratona di puntate di
Criminal Minds... la
cena sui colli, a base di bigoli e grigliata mista, con i colleghi dell’Uomo... le mie peregrinazioni fra le varie
biblioteche, fra frati saccenti e polverosi tomi... lo
shopping con
Irene e l’ennesimo paio di scarpe con il tacco, questa volta blu... il
caffè, rigorosamente abbinato ad un tramezzino (al
Nazionale, ovviamente), in piazza delle Erbe con la
Siza... la mia continua guerra con l’
armadio infestato (che fagocita i vestiti e li sposta al suo interno autonomamente) in camera dell’Uomo... l’
aperitivo fra donne del sabato e la
cena messicana... il corso di
paleografia... la progettazione dei
menù per i nostri pranzi a due... le ore passate al
Gasoline, chiacchierando con
Max in compagnia di
SARAbau e consorte e di qualche altro amico... la scelta del
tutù o del
choker da mettere per il sabato sera... le risate con la
polpetta... le
passeggiate mattutine lungo le riviere... la colazione in compagnia di
Internazionale il venerdì... l’
happy hour domenicale (a base di twister o gnocchi al ragù)...
.jpg)
Non mi ero mai resa così pienamente conto, finora, di quanto la mia “
nicchia” mi desse
sicurezza ed
equilibrio... di quanta parte di me dipenda dallo strano mondo in cui sono immersa... sono come un
pesce che rischia di essere portato
via dal suo acquario...