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1) "Incazzarsi davanti la negazione dell'evidenza"
2) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino..
5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà
6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono...
7) vedere tradita la mia fiducia

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1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vedere ogni giorno una nuova alba
3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto.
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.
7) La solarità





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domenica 14 febbraio 2010 - ore 14:46


Lc 6, 17-26 - ops è la scelta
(categoria: " Pensieri ")


Le beatitudini in Luca hanno un’altra forma rispetto a quelle di Matteo forse mandate a memoria negli anni di catechismo: due Vangeli, due impianti teologici! Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio» (v. 20). L’evidenziazione non è a caso. Beati (=pienamente felici) e non possono essere i poveri nel senso di coloro che mancano di qualcosa. Questo andrebbe contro il criterio generale e fondamentale cioè il buon senso, con cui si dovrebbe affrontare tutto lettura del Vangelo compresa. Luca scrive per una comunità cristiana già definita, che ha fatto una scelta: quella dei discepoli, che lasciarono tutto e lo seguirono (Lc 5, 11). Quindi loro sono pienamente felici (=beati). Beati (=pienamente felici) coloro che hanno fatto tale scelta di vita, che comporta il mettere a disposizione quello che si ha e che si è. Ehi, chi vive così permette di fatto a Dio di regnare e dove Dio regna se non nella nostra bella realtà quotidiana? Lì Dio conta su di noi!

Certo nella realtà c’è fame, motivo di pianto, persecuzione dicono i v. 21 e 22, ma proprio per la scelta di vita fatta, proprio perché sappiamo dunque il motivo - puntare ad una vita con senso, all’uomo in pienezza (=Figlio dell’uomo) - c’è sazietà, motivo di riso, serenità. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. La ricompensa di chi punta a tanto è Dio stesso (=regno dei cieli) dice il v. 23. E chi punta a tanto se non chi vuole rendere Dio presente cioè il vero profeta, colui che dice Dio e fa come Dio?

Di contro a questo c’è chi ha fatto un’altra scelta: va tenuto presente. Guai a voi , ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione (v. 24). Per questi c’è il lamento di Gesù di Nazaret, che sottolinea il loro accontentarsi di poco. Il ricco evangelicamente parlando è colui che tiene per se. Attenzione ai v. 25 e 26: scegliendo così, ha sazietà, motivo di ridere e sarà applaudito da tutti questa è la consolazione legata al momento presente. Passato questo momento? Fame, pianto; ahi grido di lamento. Eh, è sempre questione di scelta.

Guai , quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti (v. 26). La pro-posta evangelica è dunque puntare alto, lì non ci saranno certo applausi per quello che si fa, ma soddisfazione per come si vive. Gesù di Nazaret, che ha scelto da che parte stare prendendo le distanze – i loro padri - da chi vuol vivere alla giornata (=per se) invita a vivere giorno per giorno, ma sapendo come l’obiettivo non è mai l’io bensì il tu. Paga la cosa? Eh dipende quello che si cerca. La mia risposta è paga, se si crede (=vive), liberamente, in questo orizzonte di dono accolto, che chiede di essere elargito.

Buona settimana


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