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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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ORA VORREI TANTO...



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OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Tuesday, February 16, 2010 - ore 01:21


RUE JULES VERNE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho perso l’indirizzo dell’Hotel Tivoli e mi ritrovo a Rue Jules Verne senza sapere come.
Ti ricordi che l’avevamo cercata in ogni arrondissement? Ti ricordi che abbiamo vagato giorni con quella musica in testa sulle tracce del bar con il telefono a gettoni e una dentiera sul lavandino del bagno?
Questa volta ci ha trovato lei.
Sono svenuta sulle scale.
Poi una bambina ha continuato a tirarmi per la gonna finchè non ho aperto gli occhi e le ho sussurrato che avrei desiderato solo morire di cancro all’imene.
L’utero mi serve come spazio di disimpegno per tutti i miei fallimenti.
L’utero mi serve per scavarci dentro con un cucchiaio e capire cosa è marcio.
Cosa è andato a male. Anche questa volta.
Io che metto anche la marmellata in frigo. E vomito buoni propositi.
E resto un pomeriggio intero con la faccia più bella che trovo ad ascoltarti ripetere che qualcosa si è rotto.
Poi la domestica passa e lava via il sangue dalla vasca.
Tu in Rue Jules Verne ti scopi e vieni dentro ad una che non sai nemmeno come si chiama. E quando lo scopri è già tempo di attaccare una cicca alla ringhiera e morire.
Io continuo a svenire fra le lenzuola. E ad avere fame. E a sognare l’Hotel Tivoli, e quello con la telecamera mentre mia madre mi imbocca di comprensione.
Ti prego. Portalo con te, giù dal terzo piano tutto questo dolore.



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