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Wednesday, February 24, 2010 - ore 08:02
..non c’è mica un terremoto al giorno…(ride)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Su Facebook si è aperto un gruppo: “Quelli che a L’Aquila, alle 3.32 non ridevano“. 15 mila iscritti in due giorni. Ma non credo che di questo gruppo “facebook” ne parlerà “studio aperto” o qualche altra trasmissione televisiva. Il pensiero unico che ha blindato l’evento mediaticamente in questi mesi, facendo credere che “tutto va bene” mentre un regime “paramilitare” creava percorsi obbligati per il destino post-terremoto degli aquilani continuerà e, se sarà possibile, si farà ancora piu’ duro e censorio, nonostante il coraggioso operato del magistrato fiorentino Rosario Lupo che ha messo le mani nel pozzo di merda.
Il gruppo è nato contro l’oltraggio degli imprenditori fiduciari di Bertolaso di cui si è saputo che, al pensiero dei quattrini che gli appalti su “corsia preferenziale” in virtu’ delle “amicizie particolari” con il VIP Bertolaso avrebbero ottenuto, a pochi minuti dalla catastrofe naturale ridevano nel loro letto. Lo stato d’emergenza è il contesto che avrebbe permesso di ottenere quei lavori e quei finanziamenti, bypassando ogni regola. Questa prassi si chiama “abuso di decretazione” ed è il sintomo di una democrazia che per essersi fatta esclusivamente clientelare rinnega la propria essenza.
Le amicizie altolocate, la capacità di “soddisfare” gli uomini di potere con “fisioterapiste” particolarmente brave, l’assunzione di figli e fidanzate dei figli di potenti nelle imprese, le auto “messe a disposizione” di figli, mogli ed ex mogli, le vacanze, le ristrutturazioni di sporting club e di lussuose residenze private…tutto questo e molto altro, rigorosamente “a spese dei contribuenti” ( vi ricordo il tam tam di inviti a versare 1 euro tramite sms alla protezione civile) è cio’ in cui è consistito l’intervento d’emergenza dopo il terremoto di L’Aquila.
Per la popolazione, a cui è stato riapplicato il regime tributario “normale” come se il terremoto non li avesse colpiti, è riservata la sola vista de L’Aquila in macerie e le loro acque inquinate, avvelenate dagli “effetti collaterali” del progetto C.A.S.E.. Una città bellissima ed antichissima che era un gioiello del nostro paese ridotta irreparabilmente in un cumulo di calcinacci, mattoni, brandelli di muri e polvere che nessuno restaurerà. Le C.A.S.E. ospiteranno, a lavori finiti, solo 17 mila persone mentre altre 45 mila sono tuttora senza casa e non otterranno un euro per rimettere in piedi quelle che hanno perso nei centri storici di L’Aquila e paesini limitrofi.
IO MI VERGOGNO PER LORO!
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