STO LEGGENDO
il piccolo Principe, "Cuccette per signora" di Anita Nair, "E’ una vita che ti aspetto" di Fabio Volo
HO VISTO
"Lezioni di volo" con Giovanna Mezzogiorno, l’illusionista
STO ASCOLTANDO
l’album di john legend..è favoloso!
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
casual...pantaloni a sigaretta, camicia e ballerine!
ORA VORREI TANTO...
fare una vacanza!
STO STUDIANDO...
tutto ciò che è elettronica
OGGI IL MIO UMORE E'...
buono!!!
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) sentirsi in colpa
2) le unghie che graffiano la lavagna appena entrato in classe cn un mal di testa che dura da una settimana!
3) ... Vivere sospesi tra l'indecisione e la paura...
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
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Friday, February 26, 2010 - ore 11:08
a tutte le donne
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questo libro lo consiglio spassionatamente, il titolo può sembrare una cavolata, ma chi lha letto si è ricreduto.

In questo libro, Ute Ehrhardt, la psicologa tedesca che per prima ha affrontato il tema delle «cattive ragazze», propone una strada possibile. Un percorso doloroso, ma necessario, costellato di esempi e testimonianze, per conquistare una profonda consapevolezza di sé, del proprio valore e delle proprie aspirazioni.
Soltanto attraverso un’attenta analisi dei perché educativi e sociali che hanno condizionato e condizionano le donne è possibile interrompere il circolo vizioso che le porta ancora oggi ad assumere ruoli di secondo piano nel lavoro o nelle relazioni. Soltanto smettendo di essere «brave ragazze» si può diventare donne vere, vincenti.
Le donne hanno le carte in regola. Sono attrezzate per raggiungere gli uomini in tutti i settori più importanti della vita e anche per conquistare una chiara superiorità. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre superare il muro di resistenze che frenano la loro energia: la paura dell’indipendenza, la paura dell’insuccesso, il peso della responsabilità, il timore di non essere più amate e l’eterna paura dei forti e decisi di essere sfruttati. Non esiste una formula indolore e anche le donne più sicure possono ricadere negli schemi tradizionali di sottomissione, dai quali liberarsi risulta poi molto difficile.
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