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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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Sunday, February 28, 2010 - ore 01:12


PHILIP WINTER NON FA PIù RUMORE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Viaggiamo di notte.
Custodisco il sonno di sconosciuti che respirano forte, il bus attraversa il buio dell’autostrada a forza di sorpassi azzardati e quiz alla tivù, ogni tanto appoggio la testa al finestrino ma resto vigile. Tu mi tocchi una spalla, dici cinque-minuti-e-siamo-arrivati. Lei dorme. Io vorrei tornare indietro.
A Sete Rios mi manca il fiato. Tengo la gola con una mano e mi appoggio alle azulejos sporche della metro. Tu mi guardi e non capisci. A lei fanno male i piedi e Riccardo ci accoglie appena fuori da Rato in un appartamento all’ultimo piano con la faccia sbattuta di chi non riesce a chiudere una valigia perchè la città in cui hai vissuto per sei mesi non riesce ad entrarci.
Disfiamo i bagagli. Dormo vestita, tanto ho freddo.
Il giorno dopo non ci sarà strada in cui io riesca a perdermi o indicazione che non riesca a ricordare.
Mangiamo all’osteria di Feira De Ladras. La cuoca sorride, mi riconosce. E a Santo Amaro il cuore diventa una sveglia.
C’erano troppi ponti per scegliere quello da cui buttarsi.
E la notte che mi è sembrato di sentire il tuo respiro tra il collo e la clavicola, ho ricacciato indietro le lacrime in una stanza che sapeva di Licia persona e non dell’odore che hai lasciato sulla mia sciarpa l’ultima volta che mi hai abbracciato.



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