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Thursday, August 12, 2004 - ore 14:08
quando basta poco..
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
Sono i giorni in cui ringrazio i miei di non essere a casa.
E sono sere in cui ringrazio i miei di non dormire a casa.
Ringrazio i miei solo quando non ci sono. Potrebbero offendersi. Ma è un’altra storia e ne parlerò in separata sede.
Voglio raccontare di ieri tutto quello che ricordo e tutto quello che è consentito dal buon costume, voglio che sia un ricordo indelebile, eterno e surreale! Ieri sera mi sono sentita davvero libera dalle regole, dalle restrizioni, dalla noia, dalle diete, da qualsiasi cosa, ma è stato giusto così. Una serata di quelle che dici Ma sul serio si può ridere per 5 ore e non essere ancora stanchi?
Prima cena da Fede, poi da Franco a vedere le
stelle cadenti sul terrazzo. Prendi le macchine e via verso Cendon - terrazzo stelle birre vino telescopio sigaretta stelle anguria sigaretta amaca puff. E stelle cadenti a iosa. Stelle cadenti come se piovesse. Ho vinto io la gara perché ne ho viste 19, che porti bene? Sarò fortunata adesso vero? (..Non ditemi la verità, mi fa male e lo so. Meglio sognarci sopra.)
Si era li beati e sorridenti, fra conversazioni paradossali (
vedi dietro è come alto fragile, è standard!) e seriose, ma mai reali, tutto frutto delle nostre menti che a contatto facevano scintille: ricordi, fantasie, insulti, coccole, un po’ di tutto.
All’una e mezza i 5 relitti umani, prevalentemente assaliti dal freddo con un caso di abbondantemente addormentata, hanno deciso di terminare la serata stellare: il mio premio per la vittoria, precedentemente deciso all’unanimità dai partecipanti, era il
rispetto dei presenti ma non mi è ancora stato consegnato. Rimango in attesa.
Idee irrealizzabili in quanto alle 2 Treviso non offre nulla che non sia un bingo in casa di riposo, così ho dato del mio: ragazzi facciamo colazione in
Autogrill!
Entusiasmo ed esaltazione e i 4 reduci mai domi Fede, Viola, Maury e la sottoscritta si lanciano in autostrada alla ricerca di un Autogrill aperto. Direzione Mestre, si fa prima. Intanto Fede che è un gradino sopra ci spiegava come si può arrivare esattamente alla sbarra de casello fermandosi giusto in tempo in folle calcolando una tot distanza lasciando l’acceleratore ai 140kmh.
Io mentalmente mi stavo già mangiando un muffin con i mirtilli (attrazione irresistibile, desiderio soffocato da mesi e finalmente realizzabile!), ma sono stata pesantemente delusa: alle ore 2.30, al nostro arrivo alla prima sosta autostradale, Autogrill chiuso. Dovrebbe essere proibito dalla legge chiudere gli Autogrill! Soprattutto quando io ho voglia di muffin! Disincantati e mogi e tristi e affamati usciamo a Mestre, poi strada facendo troveremo sicuramente da fermarci.
Detto fatto. Mogliano, piazza:
meravigliosamente panini! Nonostante una clientela di razza straordinariamente mista, misteriosa e inquietante, e una BMW bianca cabrio da pappone che arriva sgommando con su un biondino con la faccia davvero cattiva (Fede: mi sembra come di percepire sensazione di pericolo!!) non resistiamo alla tentazione.
Con soli 3.5 euri a cranio ci siamo fatti caricare a piacimento i panini con ogni porcheria presente sul banco - base di salsiccia per gli uomini, di wurstel per me e Viola. Cipolla come se piovesse.
Sul mio fatalità si era dimenticato di metterla, ma no potevo rinunciare all’alito da topo morto come i miei compagni e mi sono finita gli ultimi morsi di quello della Viola che la aveva eccome!
La cosa bella di questi panini è il godimento della sigaretta dopo aver mangiato, ci illustrano Viola e Fede: da una splendida sensazione di liberazione, ma è una mera illusione perché quello che hai appena inghiottito è una settimana di alimentazione corretta distrutta. A parte tutto, la cicca dopo una abbuffata è ottima, non ci sono parole, è semplicemente buona. Si decide così di tornare alla macchina rotolando e poi diretti verso la vecchia cara Treviso.
Mi sentivo come ubriaca, ma non avevo bevuto. Appena allontanati dal chiosco ho iniziato a ridere e avevo male alla mandibola dal ridere: assurdo! Lo stordimento era provocato dal cibo che si era impadronito non solo del mio stomaco, ma di tutti i vasi circolatori del mio corpo e stava lentamente arrivando al cervello. Ridevo come non facevo da tanto. Ero proprio felice.
In macchina poi l’apoteosi, che fa giustamente rima con alitosi. Rutto semi libero di Maury e finestrini appannati dal fuoco delle nostre gole.
Dialoghi surreali:F – e se trovo la polizia cosa faccio?
M – spera solo che non ti facciano l’etilometro, se no ti sparano direttamente sulla nuca perché prende fuoco con la merda che mai mangiato.
F – ma hai sentito della figura della polizia?
Tutti noi – no.
F – sono andati a fare campagna di sensibilizzazione nelle scuole, i bambini provavano il test del palloncino. Un bambino delle elementari è stato trovato a 3 e mezzo: aveva appena mangiato una Fiesta, o una di quelle merendine col liquore sai.
[Seguono commenti ameni e prolissi sulle merendine e la nostra infanzia e altre oscenità. Intanto Maury continua a ruttare fuori dal finestrino e sbuffare come una vecchia locomotiva, toccandosi il ventre sferico]
S – ma dai Maury che schifo è rientrato tutto!!
M – ma come! Ho ruttato fuori!
S – sarà, ma io ho sentito aria calda che mi tornava in faccia!! Che schifo! [Maury continua a ruttare e sudare come un verro]
F – Maury ti sento sofferente, cosa succede?
M – sto rantolando, mi sembra di aver mangiato uno yak crudo!
Viola – ahahahhahah!!! Ma devi vomitare?
M – no, però sto male, mi scappa da cagare.
S – non vorrai farla qui! Ma smettila di ruttare che schifo rientra l’odore!
M – scusa.. c’è una segola che sta colonizzando il mio cervello. Sta facendo anche le segoline. Mi sta venendo su intera, me la sento in gola.
F – vuoi che ci fermiamo?
M – devo troppo cagare, datemi un platano che lo concimo.
F – ma non qui in strada, ci fermiamo la vedi?
M – qui? E mi metto a cagare davanti a un cimitero? Va ben tutto ma è blasfemo!
[Silvia e Viola momentaneamente assenti dal surreale dialogo per apnea isterica da risate. Era tanto che non ridevo così di gusto.]
F – vuoi che mi fermi allora? Stai male?
M – no, se cago qui faccio un altro buco dell’ozono. Tranquillo resisto.
Era davvero tanto che nono ridevo così: una di quelle serate da segnare, da raccontare agli amici, ma a loro non farà ridere così tanto perché non c’erano in macchina con Fede che guidava coi vetri appannati e raccontava dei suoi viaggi, e la Viola con una giacca enorme non sua dalle cui tasche estraeva oggetti fantastici e inutili, e Maury che non riusciva a concludere una frase senza sfiatare o lanciare improperi e nuove bestemmie colorite e tutto sommato artistiche, e io distrutta dalle lacrime li dietro che pensavo ma vedi te dove cazzo siamo finiti.
Che bello.. grazie cari genitori! Grazie di cuore!
Ma soprattutto grazie Viola, grazie Fede e grassie Dottò.
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