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Sunday, March 14, 2010 - ore 23:31
Books1
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono tornata a leggere a ritmo intenso.. e mi sono imbattuta casualmente in due libri nei quali mi sono rispecchiata molto.. e che ho presi entrambi praticamente solo per il titolo (che superficiale eh

)
Il senso di Smilla per la neve è uscito quando io facevo l’ultimo anno di liceo o il primo di università, un secolo fa insomma.. chissà perchè ho aspettato tanto per leggerlo. E’ un libro molto bello, è definito un thriller ma se vi aspettate una trama incalzante, beh lasciate stare. Mi ha deluso il finale un po’ troppo fantascientifico, direi che è stato messo lì per giustificare il genere.. in realtà all’autore interessa molto di più scandagliare l’anima della sua protagonista. Smilla mezza inuit e mezza danese e in realtà nessuna delle due cose, è figlia di una cacciatrice eschimese e di un celebre medico danese.. vive sola per la maggior parte del suo tempo, nonostante la sua passione per gli abiti firmati è praticamente un’emarginata che vive nelle case popolari destinate ai groenlandesi; è stata una scienziata atipica e vive una sorta di torpore esistenziale.. spezzato dalla morte di un bimbo suo vicino di casa e suo amico.. Il libro racconta le indagini privatissime che Smilla intraprende per scoprire chi abbia ucciso il bambino. Il titolo, bellissimo secondo me, si riferisce al fatto che nella lingua inuit esistono più di venti diverse parole per definire la neve e il ghiaccio.. e lei le conosce tutte.
Mi toccata molto questo romanzo.. e più di una volta mi sono identificata nella protagonista, anche se non conosco tutte le parole per chiamare la neve, e ci sono passaggi del libro che mi hanno fatto dolorosamente riflettere.
ma certamente lo si può leggere come un normalissimo giallo, senza tante menate esistenziali

Il secondo:
Le ho mai raccontato del vento del nord ovvero il romanzo epistolare in chiave moderna. Le epistole sono e-mail ovviamente e i protagonisti si "incontrano" virtualmente grazie a uno sbaglio di indirizzo. Non l’avrei immaginato, ma l’ho terminato in due giorni.. perchè dovevo assolutamente sapere come andava a finire e se i due si incontravano. Beh non dirò niente per non rovinare la lettura a nessuno

Credo che mi abbia preso così tanto per due motivi:
uno perchè qualche anno fa ho vissuto qualcosa di simile (ma più prosaico

)
due perchè la protagonista Emmi è una mia sosia caratteriale. O quanto meno è la mia sosia come "scrivente". Il suo "orgoglio e pregiudizio", la sua irruenza "verbale" rapidamente ritrattata, la gelosia del niente e l’egocentrismo sono tutti miei.. e Leo, il protagonista maschile, attribuisce questo modo di fare al fatto che lei sia una donna molto bella. Non è vero! può essere così anche una donna bruttarella..

Per quanto lei è irruenta e orgogliosa e istintiva tanto lui (che fa pure lo psicolinguista

, mestiere affascinante) è calmo, ostenta distacco (finto!) e razionalità... Tremendamente tipico di un certo rapporto uomo-donna, almeno per me

E’ affascinate l’altalenarsi degli atteggiamenti reciproci, è divertente vedere come sia tipico il comportamento di lei che vorrebbe concretizzare il rapporto molto più di quanto sembri volerlo lui.. che dice di potersi accontentare di una relazione virtuale e per questo superiore.
Mi ha divertito e mi ha fatto pensare.. a me la protagonista femminile è simpatica.. ma temo che molti potrebbero trovarla insopportabile

,, io tuttavia non darei per scontato che chi è così irruenta nello scritto non sia timida e gentile nella vita reale.
Ho letto che questo libro in Germania (lautore è austriaco o tedesco, non ricordo) ha venduto 750000 copie.. e che cè un seguito! meno male
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