STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Monday, March 15, 2010 - ore 10:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi darò alla descrizione dei personaggi che ogni tanto incontroin giro.
Il
professore è uno di questi. Non molto alto, capelli più sale che pepe, occhi azzurri di ghiaccio e sorriso facile. Con me almeno.
Veste elegante, con tanto di pashmina gialla che però non stona mai. Indossa un Woolrich e scarponcini Timberland, non sono la mia passione, ma ci può stare. Ci troviamo in treno a volte, mentre lui puntualmente corregge tavole di disegno dei suoi alunni, senza guardarle troppo e con pochissima imparzialità (prima di guardare la tavola legge il nome).
La
signora delle pulizie è un’altro tipico personaggio. Mi detesta, forse perchè il mio bisogno di utilizzare la toilette è sincronizzato ai suoi turni di pulizia: puntualmente bussa alla mia porta (con grazia degna di un ippopotamo) e mi intima di uscire al più presto perchè "lì non posso stare". E’ di colore e particolarmente burbera, ma se mi incontra nei corridoi mi sorride -evidentemente non mi riconosce-.
Poi c’è il
medico , ovvero uno studente di medicina che adora rincorrermi per chiedermi di fornirgli il mio user e la mia password per accedere al Wi-Fi di psicologia. Alle mie continue risposte negative risponde sempre col sorriso e una mano sulla spalla. Ha un accento lievemente spagnolo, tratti esotici e molta molta timidezza. Ma ricorda il mio nome e il fatto che a dicembre gli ho offerto una caramella in biblioteca.
Infine c’è il
serial killer , un mio coetaneo e compaesano, iscritto a non so quale corso di laurea che sicuramente mi ucciderà prima o poi. E se non ucciderà me, ucciderà qualcun altro.
Guarda il mondo attraverso spesse lenti, porta sul mento qualche pelo di barba disordinato, tiene le spalle curve verso il basso e non sorride mai. Mai. Proprio mai. Nemmeno quando accadono cose buffissime, come ragazzini che non riescono a scendere dal treno perchè non sapevano che bisognava aprire la maniglia (con cartelli ovunque). No, non ride mai. E, se non lo è già, quanto prima diventerà un assassino seriale.
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