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Ho scoperto che Dio è come Gesù di Nazaret e non viceversa: attenzione!

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PARANOIE


1) "Incazzarsi davanti la negazione dell'evidenza"
2) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
3) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
4) Uscire dalla doccia e non avere l'accappatoio lì vicino..
5) sapere che comunque, che tu scelga o non faccia nulla, qualcuno gioirà e qualcun'altro soffrirà
6) vedere che le persone molte volte aprono la bocca senza credere veramente in quello che dicono...
7) vedere tradita la mia fiducia

MERAVIGLIE


1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vedere ogni giorno una nuova alba
3) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
4) Accogliere (con fatica) una scelta non condivisa ed essere profondamente sereni: non mi sono venduto.
5) rendersi conto che nonostante tutto quello che gli altri ti hanno fatto di male, non riesci proprio ad essere un bastardo
6) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.
7) La solarità





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Sunday, April 11, 2010 - ore 09:09


Gv 20, 19-31 - nel credere il vedere
(categoria: " Pensieri ")


Fare esperienza del Risorto: realtà che non si può raccontare, la si può solo vivere e questo riguarda ciò che ci sta davanti. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!" (v. 19). In queste Domeniche del tempo liturgico – oggi è l’Ottava di Pasqua – puntiamo proprio al nuovo della vita di Gesù di Nazaret. Lui si presenta in mezzo ai suoi per la loro piena serenità di vita. Questo è il senso raccolto nell’espressione evidenziata (=pace in ogni senso alto) e ripetuta tre volte (=pienezza), ben oltre al semplice stare in pace. Quella presenza porta i segni della vita data per Amore: mostrò loro le mani e il fianco e i discepoli gioirono al vedere il Signore (v. 20). Presenza che coinvolge nel continuare l’avventura: come il Padre ha mandato me, anche io mando voi (v. 22). Presenza che dona la stessa forza d’Amore (=Spirito), di Dio (=Santo) e attenzione attenzione attenzione responsabilizza i discepoli: a coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati (v. 23). Se il peccato lo vediamo come distanza da Dio è il discepolo, grazie alla forza d’Amore fatta propria, che dice o non dice questo! Intrigantissima questa cosa: se abbiamo nel cuore un Dio giudice giudicheremo tutti (eh, non noi); di contro se crediamo (=viviamo) nell’Amore di Dio sapremo fare altrettanto. Wow Dio passa attraverso la nostra realtà quotidiana per arrivare agli uomini, perché abbiamo accolto la sua pro-vocazione di vita: che responsabilità!

Arduo? Eh, sì: ce lo dice Tommaso nel suo accorato desiderio di credere (=vivere), nella fatica di vivere (=credere): se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo (v. 25). Povero discepolo passato alla storia come incredulo! Eppure già al v. 24 c’è un soprannome positivo: Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. E’ il gemello (=Didimo), perché unico tra i Dodici nell’aver intuito che la vita la si può dare con Gesù - cfr. Gv 11,16 - e non per lui come Simon Pietro in Gv 13,37. E Tommaso infatti, che non farà nessun gesto di prova sui segni dell’Amore di Gesù di Nazaret basta leggere il v. 27 è colui che esce con la più alta professione di fede di tutto il Vangelo: Mio Signore e mio Dio! (v. 28). Interessante, letto in inclusione con Gv 1,18! Ehi attenzione al v. 26: otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa, e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi! ". Siamo nell’ottavo giorno, il giorno in cui la comunità cristiana si raduna per l’Eucaristia: lì Tommaso fa la sua esperienza di fede.

Gesù gli disse: " Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! (v. 29). E a supporto dell’esperienza fatta la piena felicità (=beatitudine), che sta nel credere (=vivere) grazie al quale si vede; non viceversa! E il brano si chiude nei v. 30-31 con un’attenzione: lo scritto è per noi, perché diventi vita ergo la nostra vita sarà per altri un nuovo scritto.

Buona settimana


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