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generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Saturday, August 14, 2004 - ore 15:38


un articolo vecchio di cui vado fiero: la zizza card
(categoria: " Accadde Domani ")


La forza di una carta di credito si misura sul numero di esercizi commerciali che la accettano. Anche i Disobbedienti hanno la loro, la “Zizza card”. Armati di card, megafono e carrello della spesa negli ultimi mesi la carta è stata brandita da Max Gallob e compagni in una decina di supermercati di Padova e provincia. Azioni analoghe le hanno fatte anche gli attivisti del centro sociale Rivolta a Mestre, capeggiati da Luca Casarini. In quasi tutti i casi ai disobbedienti è stato riconosciuto lo sconto del 20% sulla spesa: solo al Pam di San Carlo si rifiutarono di accettarla, e fino a sabato sera era rimasto l’unico esempio di mancata ricezione della carta. Gallob e Casarini, un po’ per l’appeal grafico della “Zizza card”, un po’ per i modi convincenti del loro seguito di robusti abbonati al servizio erano sempre riusciti, megafono alla mano,a farsi praticare lo sconto alla cassa, reclamando il reddito di cittadinanza contro il caro vita.
Sabato sera però la Zizza card non ha funzionato, e proprio nel luogo dove dovrebbe risultare, a rigor di logica, più gradita: il festival di radio Sherwood, dove tre mojito e una birra piccola costano in tutto quattordici euro e settanta centesimi e di sconti del venti percento e di reddito di cittadinanza non ne vogliono sentire parlare. Inconvenineti della logica disobbediente, che evidentemente vale solo quando si è dalla parte “cliente” del banco. Inutile protestare, portare ad esempio le stesse azioni di neo esproprio proletario portate a termine con successo in numerosi supermercati padovani e addirittura nella mensa Esu di via San Francesco. Dall’altra parte del bancone solo sorrisetti un po’ imbarazzati e una mano tesa a ritirare il contante. Per la cronaca, di scontrino fiscale naturalmente nemmeno l’ombra. Si vede che il festival organizzato da Luca Casarini e Max Gallob aderisce al concordato fiscale preventivo. Anche negli altri punti vendita del festival la Zizza card non è accettata: al ristorantino dove un gruppetto di esercenti nordafricani vende un ottimo kebab (5 euro), il ragazzo alla cassa ride di gusto e invita a presentarsi al massimo con la “Aziz card”.
Stessa musica al bar dei gelati, al chiosco dell’anguria e al bar delle birre. Finalmente il lungo peregrinare dell’aficionado della “Zizza card” trova la sua oasi: allo stand del precariato sociale i libri vengono venduti con il 20% di sconto. “La fine del lavoro”, prezzo di copertina 9 euro e trenta centesimi viene venduto a 8 euro. Sarà stato grazie alla Zizza card o al cattivo stato della copertina?


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