STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Monday, April 26, 2010 - ore 13:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adoro il modo in cui sorridi felice quando ti abbraccio all’improvviso.
Quel tuo sguardo così indifeso, a volte quasi infantile mi confonde se penso che quello più grande e adulto sei te.
Le tue mani, invece, così grandi e perfette che tengono dentro senza difficoltà le mie, piccole e mangiucchiate, aiutano a riportarmi alla realtà.
Le nostre differenze, i nostri mondi a volte così distanti, i tuoi pc, i miei libri, i tuoi colleghi, i miei compagni. Ed è sempre un ritrovarsi nel nostro mondo, nelle nostre stranezze, nella fantasia tutta particolare che abbiamo solo noi. Nelle nostre abitudini, nei nostri "giri zaino in spalla" (in cui lo zaino lo porti sempre te perchè io mi lamento
), nelle frasi che concludiamo assieme, nelle intuizioni comuni e contemporanee, in noi.
E ritrovo nei tuoi occhi gli stessi miei dubbi, le stesse mie domande, la stessa incertezza sul futuro che si sta delineando.
Chè a volte credi che non ti capisca e non ti guardi a fondo. In realtà ti ascolto sempre, anche quando non parli.
E osservo con orrore le ferite che negli anni ti ho causato. E quelle che mi hai procurato tu. L’abitudine è una brutta bestia che spesso si accompagna a braccetto all’indifferenza. E con il polpastrello pizzico i punti di sutura che pazientemente abbiamo messo sulle carni lacerate. Ci sono ancora e lasceranno le cicatrici. E forse rimarranno lì per sempre a ricordarci dei nostri sbagli, delle nostre mancanze. Però non c’hanno ammazzato, non sono putrefatte nell’infezione della rinuncia. Con te è stato bello anche disinfettare lentamente e mettere cerotti su cerotti, punti su punti per ricominciare.
Sempre assieme a te.
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