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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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OGGI IL MIO UMORE E'...



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Monday, April 26, 2010 - ore 15:24


Campè e muréi e’ pér un sòul mumént: e’ tèmp dvè ch’l’è andè a rèss!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dalle belle città date al nemico fuggimmo un dì...verso Carpi.
Ecco, magari passando per Ferrara Sud. Perdendoci in campagne sconfinate tra San Marino e San Martino e San Stocazzo. Prediligendo le inversioni a U, i finestrini abbassati, facendo pace con Silvia che il suo lavoro da voce del satellitare lo sa fare pure bene.
Facendoci venire i brividi da lambrusco. Facendoci stupire da uomini che si presentano all’ultimo, uomini che ti offrono da bere in cambio di una banana da portare un giorno all’ospizio, uomini codardi.
(Codardo. Mi piace come usi quella parola per proteggermi. Per pettinarmi le vene e gli occhi con dolcezza.)
Uomini come Nicolini. Lo guardi e so che stai pensando che quella è sostanza, mentre io mi perdo in forme e linee gotiche e perdo anche tempo, quanto ne ho perso, continuando a combattere in una guerra tutta mia, quella guerra che mi piega le ginocchia mentre suonano i giardini di Mirò e ammazzo i cattivi pensieri con la Cola Freeway e l’ultimo coccodrillo haribo rimasto nel fondo della busta.
E allora rotoliamoci sull’erba e compriamoci una macchina da scrivere.
E allora aspettiamo Paolo.

Paolo c’era. Paolo è dentro di me.



"Non è per via della gloria, che siamo andati in montagna, a far la guerra. Di guerra eravam stanchi, di patria anche. Avevamo bisogno di dire: lasciateci le mani libere, i piedi, gli occhi, le orecchie; lasciateci dormire nel fienile, con una ragazza. Per questo abbiam sparato, ci siamo fatti impiccare, siamo andati al macello col cuore che piangeva, con le labbra tremanti. Ma anche così sapevamo che di fronte a un boia di fascista noi eravam persone, e loro marionette." (N.Pedretti)

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