BLOG MENU:
stellarosa, 22 anni
spritzina di Padova
CHE FACCIO? sociopsicoccetera
Sono sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO

Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno



(questo BLOG è stato visitato 12149 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



Tuesday, May 04, 2010 - ore 15:30



(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’esperienza del Pronto Soccorso capita a tutti almeno una volta nella vita.
A me è capitata tra la notte del 30 Aprile e il 1 Maggio...
Arrivata alle 23 e uscita alle 3... Ritornata alle 9:30, riuscita alle 13.
Insomma weekend impegnativo in cui mi si sospettavano fratture a due vertebre, alle ultime coste sinistre e alla tibia sinistra. Nonchè la sera c’era la paura che cadendo sulle scale interne del treno mi fossi anche danneggiata un rene. Niente di tutto ciò alla fine. Per fortuna. Soltanto un livido spaventoso sparso qua e là e un pò di fatica a muovermi. Ma sto bene.
In compenso qulle ore nella sala d’attesa mi hanno lasciato un sacco di spunti di riflessione.
Anzitutto, io prima di varcare quella soglia zoppicavo molto meno. Non so per quale motivo, ma vedere tanta gente che aspettava lì da ore mi faceva sentire quasi in obbligo a dimostrare apertamente che non ero lì per niente, che avevo male anche io.
Poi, la gente in sala d’attesa è sempre nervosa. Il mio fidanzato compreso. Cammniva avanti indietro, neanche fossi stata agonizzante con la gola recisa e sul punto di morire.
Certo, neanche gli altri pazienti se la passavano meglio e allora così, giusto per passare il tempo ci si inizia a conoscere. E così scopri che c’è l’ipocondriaca, una ragazza-codice-bianco, che lamenta un infarto imminente, ma cammina, parla ed esce a fumare in continuazione. C’è il tamarrro con la faccia sbregolata -della serie ho fatto a cazzotti e le ho prese-, che alla fine si dimostra essere un simpatico papà che si è fatto male scivolando sul pallone finchè giocava col figlio. Poi ci sono i vecchi che ti raccontano tutta la storia della loro vita, con tanto di cartella clinica che parte dalle prime visite pediatriche, che parlano, parlano, parlano e si mostrano insofferenti agli orari notturni [che tra l’altro non ho ancora smesso di ringraziare quei vecchi che alle 2 hanno ceduto e se ne sono andati a casa liberandomi qualche posto davanti ]. Poi c’ero io, codice verde, giovane accompagnata da mamma e fidanzato che nessuno capiva cos’avesse. Certa,emte io non lo dicevo e mi godevo internamente di lasciar tutti col dubbio. In effetti ogni volta che mi alzavo per correre in bagno per una pipì incontrollabile (sospetti problemi ai reni) tutti mi fissavano mentre zoppicavo alla ricerca di qualche mio scompenso a piedi, caviglie, etc.
Comunque alla fine alle 2:48 viene pronunciato il mio nome ed entro nel grande ambulatorio. Che per altro ad ogni chiamata si assisteva a una scena formidabile: qualunque fosse il problema, la persona che entrava in ambulatorio ci entrava di corsa, al di là di possibili fratture alle ossa come nel mio caso.
Cmq dopo essere stata visitata dal medico di turno, che mi ha battuto bene bene le ossa mi han fatto fare il test delle urine per verificare che i reni stessero bene. La dottoressa: "prego, ora puoi fare la pipì qui" dice guardando il bicchierino. Io guardando la stanza: "Qui?!". Dopodichè, sconvolta la dottoressa mi ha indicato il bagno. Al mio ritorno trovo l’infermiere Mastrolindo che mi dice che mi vuole misurare la pressione. -"Ok, nessun problema... Mi devo togliere la maglietta?" -"No che se ti spogli mi va su la pressione a me". Insomma, fa pure il simpatico, mentre io dolorante sedevo sul lettino in posizione scomoda e sull’orlo di una nuova caduta.
Comunque alla fine mi hanno dimessa alle 2:55, il che significa che ho aspettato 4 ore per farmi visitare per sette minuti. Poi chiaramente mi han fatta tornare il mattino successivo per i raggi e lì sono partite altre tre ore e mezza. Ma non ho pagato alcun ticket perchè sappiatelo ero un bellissimo codice verde. E questo è il motivo principale che mi portato a desistere dal denunciare Trenitalia.


LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


phenomena
sextoy
ibiza77
mayamara
venereo
maestron
haida
abri
turkish
pippiri
cheope
LaFletcher
SAEUDO
MiuMiu
paroxysm
il-circo
Swamy
Ribelle80
Norin
Ender
CatEye
giò78
kojak
philips
biankaneve
drauen
MedeaBlues
Nacal
Top5
galvan
Nepenthe
Lee
guitar
emmegi.75
muzzisan
queen
mirò
maggio75
Israfel

BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE:



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30